2 agosto turbolento. L’attacco di Bernini: “Un comizio politico dai Bolognesi”

03.08.2025 16:25
2 agosto turbolento. L'attacco di Bernini: “Un comizio politico dai Bolognesi”

Bologna, 3 agosto 2025 – Il dibattito sulla strage del 2 agosto si intensifica

Le polemiche in seguito al 45esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna, che causò 85 vittime e oltre 200 feriti, continuano a far discutere. “Quello che ho osservato ieri non è stato un omaggio alle vittime del 2 agosto 1980, ma un comizio politico che ha toccato argomenti come il presidente del Consiglio, il presidente del Senato, il decreto sicurezza e la separazione delle carriere. Ho percepito ben poco per onorare i morti della strage che hanno saccheggiato la nostra memoria”, riporta Attuale.

Il giorno seguente alla cerimonia commemorativa, Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, ha affrontato le critiche sollevate. Durante il suo intervento al Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, ha espressamente dichiarato di essere “vicina alle vittime della strage e grata per il lavoro svolto dall’Associazione dei familiari”. Tuttavia, ha anche rivelato: “Mi dissocerò da alcuni passaggi del discorso di Paolo Bolognesi”.

La distanza tra i partecipanti si è fatta evidente sul palco di piazza Medaglie d’Oro, dove Bolognesi, ex presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, ha evocato nomi significativi collegati alla destra eversiva, attirando i fischi del pubblico presente e criticando il governo per la sua mancanza di riconoscimento della matrice neofascista della strage. In quel momento, Bernini è stata vista retrocedere dalla prima fila, ma non ha lasciato la cerimonia. Di fronte ai reporter, ha spiegato di aver chiesto se fosse opportuno lasciare il palco, ma di non essersi sentita di farlo; “Avrei mostrato poco rispetto per le vittime, che meritavano di essere onorate”, ha affermato. Nonostante la difficoltà, ha confermato : “Non è stato semplice stando su quel palco, ho affrontato una giornata complessa. Ma mi sono sentita onorata di rispettare la memoria di chi ha sofferto”.

Contemporaneamente, Bolognesi, subentrato da poco come presidente onorario dell’Associazione, ha contestato le affermazioni della ministra e ha espresso dubbi sulla percezione del pubblico riguardo al suo discorso, chiedendo invece un onore ai morti che considerava un fatto privato, piuttosto che una mera celebrazione pubblica. “Onorare le vittime implica la ricerca della verità e della giustizia. Questo è ciò che il nostro statuto stabilisce: pretendere giustizia, non un dono”, ha enfatizzato, citando le recenti sentenze che hanno chiarito i ruoli nei mandanti e negli esecutori della strage.

“Se Bernini non ha compreso questo aspetto, ciò non è certo colpa nostra”, ha aggiunto Bolognesi. Al termine del discorso di Bolognesi, la ministra ha affermato che respinge qualsiasi correlazione tra l’orrore della strage e l’attualità, sottolineando il rispetto che deve ai familiari delle vittime. Ha assicurato che tale rispetto non si esaurisce nelle parole, ma è accompagnato da azioni concrete.

La tensione è riemersa con un interrogativo cruciale: gli impegni di Bernini riguardanti la trasparenza delle sentenze e la legge sui risarcimenti rischiano di svanire dopo questa controversia. Bolognesi ha ironizzato, definendo il governo attuale come “quello delle occasioni perse” e manifestando il desiderio di conoscere l’opinione pubblica. Nel frattempo, la premier Meloni ha rilasciato una nota conciliatoria, definendo la bomba alla stazione come “una delle pagine più buie della storia”, senza menzionare esplicitamente la matrice neofascista, mentre Bernini ha fatto riferimento a questa solo in base alle definizioni fornite dai magistrati. Una precisazione che ha suscitato malcontento fra i familiari delle vittime, presenti come ogni anno nella commemorazione.

1 Comments

  1. Il 45esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna ha portato alla luce tensioni significative e divergenze di opinione tra i commemoranti, evidenziando la necessità di un approccio più rispettoso e centrato sulla verità. Mentre alcuni partecipanti, come Paolo Bolognesi, hanno sottolineato l’importanza di onorare le vittime tramite la ricerca di giustizia, altri, come la ministra Bernini, hanno tentato di mantenere un profilo più istituzionale, suscitando polemiche sul loro ruolo e le loro dichiarazioni. La controversia ha messo in discussione l’impegno del governo per il rispetto e il riconoscimento delle responsabilità storiche, lasciando aperti interrogativi sulla trasparenza e l’efficacia delle future azioni. Questo dibattito rimane cruciale non solo per i familiari delle vittime, ma per l’intera società, che continua a confrontarsi con il proprio passato.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere