DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – L’ultima mobilitazione popolare in Francia ha visto sfilare circa 200 mila manifestanti in diverse città, tra cui Parigi e Marsiglia, con il grido «Macron démission» che ha unito le diverse istanze, da richieste di giustizia sociale a critiche all’attuale governo. Nonostante le intenzioni di «bloccare tutto», i manifestanti non sono riusciti a realizzare un’azione così massiccia, ma hanno comunque espresso una varietà di richieste, culminate con la richiesta più forte di tutte: le dimissioni del presidente Emmanuel Macron, riporta Attuale.
La violenza
Accanto a migliaia di manifestanti pacifici, si è assistito alla presenza di numerosi black bloc con il volto coperto pronti a spaccare tutto, contribuendo a un ambiente già teso e conflittuale. Durante le manifestazioni, si sono registrati ferimenti, incendi e assalti, con un aspetto che ormai sembra rituale nei raduni pubblici in Francia, nei quali la violenza riemerge in modi spaventosi. La giornata di ieri, parte del movimento del «blocchiamo tutto», ha visto manifestazioni tumultuose e scontri, riflettendo una tensione accumulata nel tempo.
Intervento preventivo
Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha giustificato il suo operato con l’imposizione dell’ordine durante le manifestazioni. Pur essendo dimissionario, ha dispiegato all’alba un contingente di 80 mila gendarmi e poliziotti in tutto il Paese. Retailleau ha accusato la sinistra radicale e il suo leader Jean-Luc Mélenchon di sfruttare le proteste per sovvertire l’ordine democratico, affermando che la Francia si divide tra «la Francia del coraggio» e «la Francia del sabotaggio».
Tensioni nella Capitale
A Parigi, molti studenti hanno mostrato striscioni esigendo per Macron un destino simile a quello di Luigi XVI. La libertà di manifestare si coniuga in Francia con una realtà inquietante, dove anche i manifestanti più pacifici possono ritrovarsi a subire lacrimogeni o a trovarsi nel mezzo di assalti violenti. Nel quartiere di Les Halles, un centro commerciale è stato chiuso per prevenire saccheggi, mentre un ristorante è andato in fiamme.
Il bilancio
Il bilancio degli eventi è significativo: 110 voli annullati, decine di treni in ritardo, e chiusure di importanti musei come il Louvre. Nonostante questo, il ministro Retailleau ha proclamato che «la Francia non è stata bloccata», un’affermazione che, sebbene indicativa delle ambizioni politiche future del ministro, solleva interrogativi sulla sostenibilità della situazione violenta che sta diventando consuetudine nel Paese.