Durante il vertice del G7 del 16 e 17 giugno, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha partecipato alle discussioni centrali su un tema chiave: rafforzare le sanzioni contro la Russia, identificata come Stato aggressore. Il 17 giugno 2025, il Regno Unito ha annunciato l’introduzione di nuove misure restrittive, aprendo così uno spiraglio per una possibile adesione futura da parte degli Stati Uniti.
Mosca tenta di dividere l’Occidente, ma l’alleanza tiene
Negli ultimi mesi, la Russia ha cercato attivamente di imporre la narrativa della perdita di unità tra i Paesi occidentali, sfruttando anche le recenti posizioni di Donald Trump. L’ex presidente americano, pur mostrando scetticismo verso nuove sanzioni, non ha escluso del tutto questo strumento, suggerendo piuttosto un approccio “condizionato” nell’ambito di eventuali negoziati con Mosca.
Nonostante ciò, i partner del G7 – inclusi Stati Uniti, Regno Unito, UE, Canada, Corea del Sud e Australia – ribadiscono il loro sostegno compatto all’Ucraina, puntando a mantenere alta la pressione.
USA: strategia graduale ma efficace
Storicamente, gli Stati Uniti non guidano la prima ondata di sanzioni, ma si uniscono alle iniziative già avviate dai partner europei. Tra il 2022 e il 2025, Washington ha varato autonomamente solo due pacchetti sanzionatori contro Mosca, come quello del 2023 che limitava l’export di tecnologie avanzate. La maggior parte delle altre misure è stata presa in risposta a decisioni europee.
Una strategia simile al dossier Iran, ma con obiettivi diversi
L’ex ambasciatore Kurt Volker ha suggerito che la posizione americana potrebbe seguire il modello iraniano: prima diplomazia, poi fermezza. Tuttavia, nel caso della Russia, il focus sarebbe su un’espansione sistematica delle restrizioni: dalle banche statali russe, al conglomerato Rostec, fino a Rosatom e alla flotta ombra marittima. L’obiettivo principale resta: tagliare fuori la Russia da SWIFT e isolare le sue istituzioni finanziarie ancora parzialmente attive.
Sanzioni mirate per bloccare la macchina bellica
Alla luce della recente offensiva russa del 16-17 giugno, l’intensificazione delle sanzioni contro banche, settore energetico e militare assume carattere strategico. Il nuovo pacchetto del G7 mira a ridurre l’accesso di Mosca a tecnologie critiche, ostacolare la produzione di armi e contrastare le rotte alternative di approvvigionamento.
Un nodo centrale è il traffico con Iran, Corea del Nord e Cina. Tra il 2024 e il 2025, sono stati documentati almeno 85 voli cargo iraniani con droni Shahed-136, componenti per missili e munizioni destinati alla Russia. Nuove sanzioni dovrebbero colpire non solo Mosca, ma anche gli operatori di trasporto nei Paesi terzi e i canali di pagamento usati per tali scambi.
Segnale forte per l’Ucraina e per il futuro dell’Europa
Il rafforzamento del regime sanzionatorio è un chiaro messaggio politico: l’Occidente è coeso e pronto a sostenere Kiev fino a risultati concreti. Ogni misura adottata dal G7 contribuisce a rafforzare la posizione negoziale dell’Ucrainae a ridurre il margine di manovra del Cremlino.
Nel frattempo, Mosca tenta di barattare concessioni in cambio di alleggerimenti sanzionatori, proponendo “iniziative umanitarie” o cessate il fuoco parziali in ambito ONU, con mediazione di attori terzi come Turchia ed Emirati Arabi. Tuttavia, l’Occidente è chiaro: nessun compromesso senza ritiro totale delle truppe, riparazioni per i danni inflitti e garanzie concrete contro nuove aggressioni.
Il tempo delle mezze misure è finito. Solo un cambio sostanziale da parte della Russia potrà portare a un allentamento delle pressioni.
Il recente vertice del G7 ha consolidato l’unità dei Paesi occidentali nel rafforzare le sanzioni contro la Russia, dimostrando un chiaro sostegno all’Ucraina. Le nuove misure restrittive mirano a isolare ulteriormente Mosca e a fermare le sue capacità belliche, evidenziando che l’Occidente rimane compatto nella sua strategia. Nonostante i tentativi russi di minare questa coesione, la posizione degli alleati è ferma: eventuali concessioni da parte della Russia richiederanno cambiamenti significativi e verificabili. L’adesione degli Stati Uniti a questo regime sanzionatorio rappresenta un passo importante verso un futuro di stabilità e pace in Europa.