Il 17 e 18 giugno 2025 si è tenuto a L’Aia il summit della NATO, un appuntamento atteso con grande attenzione. Secondo le fonti di The Guardian e Radio Svoboda, la dichiarazione finale del summit non conterrà alcun impegno concreto riguardo all’ingresso di Ucraina e Georgia nell’Alleanza (espreso.tv, lb.ua).
La posizione prudente della NATO e la realtà del conflitto
Nonostante la continua assistenza militare all’Ucraina, la NATO mantiene una posizione di cautela, evitando di fare promesse politiche vincolanti. Il concetto di “porte aperte” resta valido sulla carta, ma le decisioni chiave sull’adesione sono rinviate fino a dopo la fine della guerra con la Russia.
Nel testo della dichiarazione, la Russia viene definita una “minaccia a lungo termine”, ma senza indicazioni precise su come rafforzare il contenimento o su un potenziamento dell’adesione per i Paesi più esposti.
L’assenza dell’Ucraina e il segnale di indebolimento
Un fatto che non passa inosservato è la probabile assenza ufficiale dell’Ucraina al summit in forma completa. Questo riflette un certo grado di distanza diplomatica e limita la capacità di Kiev di far sentire la propria voce in un momento cruciale.
Questo vuoto rafforza la narrazione russa di un “occidente stanco” e alimenta dubbi sulle reali prospettive di adesione dell’Ucraina.
Le dinamiche interne alla NATO e il rischio per la sicurezza europea
Alcuni Paesi membri dell’Alleanza evitano di radicalizzare le posizioni verso Mosca, temendo che la questione dell’adesione dell’Ucraina venga usata come strumento politico, in particolare nelle retoriche di figure come Donald Trump o di movimenti di destra in Europa.
Questa situazione crea una zona grigia di insicurezza nell’Europa orientale, dove la pressione russa potrebbe intensificarsi senza una risposta forte e univoca.
L’aumento del ruolo dell’autonomia europea senza impegni chiari
Sempre più spesso si sente parlare di una “autonomia strategica europea” nel campo della difesa, un concetto che permette agli Stati membri di diluire le proprie responsabilità verso la sicurezza dell’Europa dell’Est.
Sebbene questo tema sia molto presente nei discorsi dei leader europei, le azioni concrete sono ancora lontane, lasciando alla NATO o a un generico “sistema europeo di difesa” l’onere principale.
L’adesione dell’Ucraina è solo questione di tempo
Nonostante le esitazioni, la prospettiva di un ingresso dell’Ucraina nella NATO sembra inevitabile. Anche leader noti per un approccio più cauto, come il cancelliere tedesco Friedrich Merz, riconoscono pubblicamente questa realtà.
L’Ucraina, con le sue Forze Armate sempre più allineate agli standard NATO e il suo ruolo nella lotta contro l’aggressione russa, è già una componente essenziale del sistema di sicurezza collettiva europeo.
L’adesione non sarà solo un atto politico, ma una necessità strategica per la stabilità del continente.