Il declino di Viktor Orbán in Ungheria: la nuova forza dell’opposizione “Tisza”

20.06.2025 13:00
Il declino di Viktor Orbán in Ungheria: la nuova forza dell’opposizione “Tisza”
Il declino di Viktor Orbán in Ungheria: la nuova forza dell’opposizione “Tisza”

Secondo un recente sondaggio pubblicato il 18 giugno 2025 (Bloomberg24tv), il premier ungherese Viktor Orbánrischia seriamente di perdere il potere alle prossime elezioni parlamentari della primavera 2026. A destabilizzare il suo dominio è la sorprendente ascesa della nuova formazione politica di centro-destra “Tisza”, fondata nel 2024 dall’ex alleato di Orbán, Péter Mádiar. La nuova forza politica ha già superato il partito conservatore Fidesz con un vantaggio del 15% nei sondaggi.

L’usura di un potere e la voglia di cambiamento

Dopo anni di scandali, conflitti politici e accuse reciproche, la società ungherese manifesta un forte desiderio di novità. La strategia di Orbán, basata sulla creazione di nemici e sulla repressione per consolidare il potere, non convince più. L’Ungheria, stanca di una gestione autoritaria, sembra pronta a voltare pagina. Il dato più emblematico è che il 62% degli ungheresi chiede un cambiamento, un record negativo per il leader di Fidesz.

“Tisza”: simbolo di rinnovamento e trasparenza

La crescita di popolarità di “Tisza” rappresenta qualcosa di più di una semplice alternativa elettorale. La nuova formazione incarna la necessità di una cultura politica più trasparente, dialogante e rappresentativa. Al contrario della vecchia élite segnata dalla corruzione e dal culto della personalità, “Tisza” è vista come un catalizzatore per la modernizzazione del Paese.

Una crisi interna per il partito di Orbán

Il fatto che il leader di “Tisza”, Péter Mádiar, provenga proprio da Fidesz è indicativo della profonda crisi interna che attraversa il partito al potere. Questo fenomeno, tipico delle autocrazie in declino, mostra come i dissensi interni stiano minando la stabilità del regime.

Repressioni fallite e perdita di controllo

Nonostante il ricorso a misure repressive contro la società civile e i media, la cosiddetta campagna di “pulizia primaverile” è stata sospesa a causa della forte pressione sociale. Questo segnale rivela non solo una perdita di influenza, ma anche un calo del controllo da parte di Orbán sul tessuto politico e sociale.

La sfida tra isolamento e libertà

Il confronto elettorale tra “Tisza” e “Fidesz” è anche uno scontro tra due visioni diametralmente opposte: da un lato la politica isolazionista e filo-russa di Orbán, contraria agli interessi di un Paese membro di UE e NATO; dall’altro, un’opposizione che si propone come paladina di libertà e integrazione europea.

Un cambiamento dal forte impatto geopolitico

La possibile sconfitta di Orbán rappresenterebbe non solo un mutamento interno all’Ungheria, ma anche un duro colpo per il Cremlino, privato di un importante alleato dentro l’Unione Europea. Il successo di “Tisza” potrebbe segnare un indebolimento dell’influenza russa in Europa e dare nuova linfa alla democratizzazione regionale, soprattutto in un’area come l’Europa Centrale dove persistono tendenze autoritarie. L’uscita di scena di Orbán, icona del nazionalismo illiberale, potrebbe aprire la strada a un cambiamento anche in Paesi come Polonia, Slovacchia e Serbia.

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