“Emma Raducanu risponde con fermezza alla polemica al Queen’s”

21.06.2025 09:45

Il torneo del Queen’s ha ampliato le sue attitudini includendo le competizioni femminili. Un evento di prestigio mondiale, dopo decenni di esclusività maschile, ha accolto un torneo WTA 500. Tuttavia, è importante notare che il montepremi per le donne sarà significativamente inferiore rispetto ai colleghi maschi. Questa disparità ha suscitato molte discussioni nell’ambiente tennistico, creando un dibattito acceso sui diritti delle atlete.

In merito a questa tematica, Emma Raducanu, una delle stelle britanniche del tennis, è stata interpellata. La giovane vincitrice degli US Open ha scelto di non esporsi in modo diretto: “Preferisco non essere coinvolta in alcun modo in questo problema, qualunque sia la situazione la accetterò, ma non mi schiererò mai da una parte o dall’altra. Non voglio schierarmi o essere coinvolta in questa discussione con le persone che decidono, andrò semplicemente per la mia strada. Sento davvero che non gioco per i soldi, non è la mia priorità, non ci penso”, ha dichiarato la 22enne, che si esibirà in doppio agli US Open insieme a Carlos Alcaraz.

Questa affermazione, purtroppo, non contribuisce ad alimentare il dibattito sulle disparità di compenso nel tennis, dato che il torneo ha soddisfatto le aspettative di numerosi appassionati, permettendo loro di assistere a gare sia maschili che femminili. D’altro canto, la questione delle differenze salariali, che erano già state discusse in precedenza, continua a suscitare polemiche. Altre colleghe del circuito, come Aryna Sabalenka e Iga Swiatek, in passato hanno avuto il coraggio di lottare per porre fine a tale situazione.

Il Queen’s, ora elemento chiave del circuito WTA, potrebbe rappresentare un’opportunità per avviare un cambiamento significativo nella percezione e nel trattamento delle atlete nel mondo del tennis. Tuttavia, la resistenza al cambiamento permane, e riflette una cultura più ampia di disuguaglianza che permea molti sport. I tornei di tennis, storicamente dominati dagli uomini, a fatica devono affrontare il dibattito sui compensi, mentre le atlete, pur mostrando un’ottima performance, si trovano spesso a dover combattere per il riconoscimento delle loro abilità e del loro valore nel panorama sportivo globale.

È necessario un po’ di coraggio da parte delle istituzioni sportive per non ignorare i problemi legati all’equità di genere. Risolvere questa disparità salariale non è solo una questione di giustizia, ma un passo fondamentale per garantire un ambiente sportivo reciproco e rispettoso. Le atlete meritano pari riconoscimento per i loro sforzi e successi, e la speranza è che il cambiamento avvenga velocemente.», riporta Attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere