Attacco degli Stati Uniti contro l’Iran: le nuove escalation
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che è iniziato un attacco contro l’Iran, puntando a tre impianti nucleari. Questo segna l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto al fianco di Israele, una possibilità di cui si vociferava da giorni e che Trump aveva indicato come opzione.
Al momento, l’effetto dell’attacco sulle vite umane rimane sconosciuto. Non esistono immagini o filmati che documentino l’evento, tuttavia, il bombardamento è stato confermato da alcuni funzionari iraniani al New York Times. I siti bersaglio includono quelli di Fordo, Natanz e Isfahan, con Fordo che rappresenta un impianto nucleare di notevole importanza.
Situato nel nord dell’Iran, Fordo è stato costruito a oltre 80 metri di profondità all’interno di una montagna, rendendolo protetto da spesse pareti rocciose. Tuttavia, non è chiaro attualmente se il sito abbia subito danni significativi o se sia stato completamente distrutto.
Gli Stati Uniti dispongono di armi specializzate, conosciute come bombe bunker buster, in grado di colpire obiettivi sotterranei proteggendosi da attacchi. Tali bombe, lunghe sei metri e pesanti circa 14 tonnellate, hanno la capacità di penetrare fino a 60 metri di roccia. Diverse unità aeree, come i bombardieri B-2 Spirit, sono state dispiegate verso l’Oceano Pacifico a seguito dell’operazione.
Israele ha già attaccato l’Iran il 12 giugno scorso e da oltre una settimana i due paesi si scambiano colpi attraverso missili e droni. L’ipotesi che gli Stati Uniti potessero intervenire per supportare Israele era nell’aria, e un attacco diretto ai centri nucleari iraniani era tra le opzioni più discusse.
Negli ultimi giorni, Trump sembrava incline a continuare i negoziati con l’Iran per raggiungere un accordo riguardante il programma nucleare del paese; tuttavia, l’Iran ha ribadito la propria posizione, dichiarando di non essere disposto a negoziare finché Israele non avesse cessato i bombardamenti.
, riporta Attuale.