Massima Allerta per la Sicurezza in Italia: Obiettivi Sensibili Identificati
Più di ventinovemila sono gli obiettivi sensibili identificati dalle autorità competenti nel campo della sicurezza, intelligenza e cybersicurezza, riunitesi ieri al Viminale. Tra questi, le infrastrutture rappresentano una porzione considerevole, con ben 10.399 obiettivi. Pertanto, è stata emessa un’allerta elevata per le stazioni ferroviarie, aeroporti e porti, in vista dell’arrivo imminente di migliaia di turisti americani, anche grazie al Giubileo, fortunatamente coincidente con la presenza del nuovo Pontefice, Leone XIV, originario degli Stati Uniti. Questo segnala un significativo cambio di rotta rispetto a precedenti misure che si concentravano principalmente sulla sicurezza degli obiettivi ebraici. Oltre alle misure già in atto nelle ambascie, nei centri commerciali e in vari luoghi di attrazione turistica, sono state messe in alto allerta anche le basi militari che ospitano circa 12.000 soldati statunitensi. La sicurezza si pone al centro dell’attenzione, contemplando la necessità di organizzare un’efficace sorveglianza e protezione di un così alto numero di obiettivi per prevenire potenziali attacchi terroristici, orchestrati principalmente dall’Iran, nonché da attentatori solitari. “Le prossime 48-72 ore saranno critiche”, avverte il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Questo contesto ha portato ad una intensa riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sotto la presidenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Un incontro che ha preceduto un summit del Comitato di Analisi strategica Antiterrorismo.
Donald Trump ha deciso di procedere con un blitz senza informare preventivamente il governo italiano, a farlo è stata l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. La premier Meloni ha prontamente convocato un vertice in videochiamata a Palazzo Chigi, coinvolgendo i due vicepremier e i ministri competenti Piantedosi, Crosetto e Giancarlo Giorgetti, oltre ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, nonché i servizi segreti. Sul tavolo, l’emergenza pre-bellica, per garantire la sicurezza dei connazionali in un contesto di conflitto, così come la questione economica. Una eventuale chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran rappresenterebbe una calamità per molti Paesi, ma per l’Italia sarebbe ancor più grave, considerando che il 45% del gas proviene dal Qatar e passa da quella rotta. “È essenziale impedire l’espansione del conflitto”, è il mantra di Meloni e dei partecipanti all’incontro. Tra i temi discussi anche la questione delle basi Nato in Italia; se gli Stati Uniti dovessero richiedere il loro abbandono, la risposta sarebbe negativa, ma il Governo italiano ritiene sia prematuro preoccuparsi, affrontando il tema solo se necessario.
Naturalmente, Giorgia Meloni ha interagito con diversi leader internazionali – da Merz a Macron, passando per Starmer – e con i principali attori della regione, inclusi i leader sauditi e gli emiratisi. Con loro ha condiviso l’urgenza di riprendere rapidamente i negoziati per giungere a una soluzione politica della crisi. Sebbene la situazione attuale non consenta all’Italia e all’Europa di agire significativamente, se non attendere eventi al di fuori del loro controllo. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato informato e Meloni ha risposto con interesse alla chiamata di Elly Schlein, sperando di instaurare una collaborazione con il Pd su argomenti riguardanti la difesa europea.
Domani pomeriggio, alle tre, Meloni presenterà un rapporto alla Camera di fronte al Consiglio europeo del 26 e 27 giugno; è inevitabile che sia il summit Nato di domani che l’euro-vertice affrontino la crisi mediorientale. Tuttavia, chi spera in una posizione chiara riguardo all’attacco americano rischia di rimanere deluso. La premier è determinata a navigare in un contesto complesso, mantenendo un equilibrio tra la posizione europea, che excluse ogni possibilità di proliferazione nucleare, e quella, comunque europea, sostenuta dall’Italia sin dall’inizio, che promuove la de-escalation.», riporta Attuale.».