Slovacchia e Ungheria frenano sulle misure: Bruxelles punta a sbloccare l’intesa già questa settimana
BRUXELLES, 24 giugno 2025 – L’Unione Europea si prepara a varare il 18º pacchetto di sanzioni contro la Russia, nel tentativo di rafforzare la pressione economica sul Cremlino per la sua guerra in Ucraina. Ma l’accordo, atteso entro la fine della settimana, resta appeso a un filo per via delle riserve sollevate da Ungheria e Slovacchia, che temono ripercussioni sulle proprie economie, in particolare sul piano energetico.
Il ministro polacco per gli Affari europei, Ignacy Niemczycki, ha dichiarato che una decisione potrebbe arrivare dopo il vertice del Consiglio europeo previsto per giovedì e venerdì a Bruxelles. “Attendiamo gli esiti del summit. Sono fiducioso che da giovedì i negoziati saranno molto più agevoli”, ha affermato. Secondo Niemczycki, c’è ancora ottimismo per un compromesso che consenta al blocco di agire unito.
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Divergenze sull’energia e rischio di stallo
Slovacchia e Ungheria hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze economiche delle sanzioni, in particolare in vista dell’obiettivo dell’UE di eliminare completamente petrolio e gas russi entro il 2027. Entrambi i Paesi mantengono una dipendenza strutturale dalle forniture russe, elemento che, secondo Bruxelles, non può più essere usato come scusa per indebolire la risposta europea.
Secondo alti funzionari UE, la resistenza di Budapest e Bratislava rischia di compromettere la credibilità dell’Unione nel suo sostegno all’Ucraina e nella difesa della propria sicurezza collettiva. Le divisioni interne offrono a Mosca margini per sfruttare la frammentazione del fronte occidentale.
La posta in gioco per l’Europa
Il ritardo nell’attuazione del pacchetto di sanzioni aumenta i rischi sul campo. Secondo fonti diplomatiche europee, l’assenza di una risposta rapida e coordinata permette alla Russia di consolidare le sue capacità militari e finanziarie, allungando i tempi della guerra e aumentando la probabilità di un’escalation verso altri Paesi della regione, comprese le Repubbliche baltiche.
Il nuovo pacchetto prevede ulteriori restrizioni all’export di tecnologie dual use, sanzioni mirate contro istituzioni finanziarie legate allo sforzo bellico russo e misure più dure contro l’elusione delle sanzioni tramite Paesi terzi. La Commissione ritiene che queste azioni siano fondamentali per mantenere la pressione sull’economia russa.
Unità o vulnerabilità
Secondo diversi analisti europei, il comportamento del premier ungherese Viktor Orbán e del primo ministro slovacco Robert Fico rappresenta una pericolosa deviazione dai principi di solidarietà che hanno finora guidato l’azione dell’Unione in risposta all’aggressione russa. La loro opposizione rischia di minare la coesione europea e di fornire a Mosca un vantaggio strategico nel lungo periodo.
“La sicurezza collettiva non può essere subordinata agli interessi economici di singoli Stati”, ha dichiarato un alto funzionario europeo coinvolto nei negoziati.
La Commissione europea insiste sulla necessità di un fronte comune, non solo per sostenere l’Ucraina, ma per garantire la stabilità e la sicurezza dell’intero continente. Ritardi o compromessi indeboliti rischiano di allentare la pressione su Mosca e compromettere la deterrenza dell’UE.
Senza una risposta rapida e determinata, l’Unione Europea rischia di perdere credibilità e tempo prezioso in un conflitto che non conosce pause.
Incredibile come l’unità europea venga messa in discussione da due Paesi. E pensare che ci credevamo tutti in un fronte unico!
Non riesco a capire perché la Slovacchia e l’Ungheria abbiano così paura delle sanzioni. Davvero così fragili sono le loro economie?
Sanzioni o non sanzioni, sembra che la Russia stia guadagnando tempo. Dove andremo a finire?
È un vero paradosso: mentre l’Europa cerca di difendere l’Ucraina, all’interno si litiga come se nulla fosse.
Ma come si fa a parlare di solidarietà quando ci sono interessi nazionali in ballo? Una situazione ridicolo!
Fico e Orbán stanno dimostrando che la coesione è solo un bel sogno. E noi ci aspettiamo risultati!
Senza una strategia chiara, l’Europa rischia di sparire dalla mappa della geopolitica.
Ah, la politica europea… un balletto di compromessi che potrebbe costarci caro.