Un anno dopo le grandi proteste in Kenya: poco è cambiato

25.06.2025 16:55
Un anno dopo le grandi proteste in Kenya: poco è cambiato

Nuove Proteste in Kenya: Un Anno dopo le Manifestazioni Letali

In Kenya, le nuove manifestazioni stanno dominando il panorama politico, in commemorazione dell’anniversario delle tragiche proteste di un anno fa, in cui persero la vita 60 persone a causa dell’intervento della polizia. Quelle mobilitazioni, che avevano portato al ritiro della legge fiscale scrutinata, hanno lasciato un segno indelebile e oggi i manifestanti rivendicano le stesse istanze, tra cui le dimissioni del presidente William Ruto, riporta Attuale.

Le proteste si svolgono in almeno 20 distretti, incluse le principali città come Mombasa, coinvolgendo migliaia di cittadini. Nella capitale, Nairobi, gli scontri tra la polizia e i manifestanti hanno portato a circa 50 feriti, mentre le forze dell’ordine hanno eretto posti di blocco e circondato le istituzioni con fili spinati. L’obiettivo principale delle manifestazioni era commemorare le vittime di un anno fa e ribadire le critiche nei confronti del governo.

Le manifestazioni del giugno 2024 hanno avuto un impatto significativo su Ruto. Seppur la proposta di aumentare le tasse fosse in linea con le sue politiche economiche, l’opposizione popolare lo ha spinto a non firmarla, impedendo la sua attuazione. Di conseguenza, Ruto ha proceduto a licenziare gran parte del suo gabinetto, un gesto che i critici considerano puramente simbolico.

Nonostante le promesse di dialogo con i giovani che continuano a mobilitarsi, fino ad oggi non ci sono stati cambiamenti reali nella politica del governo. A marzo, il presidente ha stretto un accordo con il leader dell’opposizione, Raila Odinga, ma molti temono che questo non farà altro che indebolire ulteriormente la legittimità dell’opposizione, ormai assente in parlamento, mantenendo le forze di governo al sicuro da critiche significative.

I problemi strutturali che avevano alimentato le proteste dell’anno scorso sono ancora presenti: la corruzione endemica, l’elevata disoccupazione, l’aumento dei costi della vita e la brutalità della polizia continuano a preoccupare i cittadini. Le polemiche recenti sull’uccisione del blogger Albert Ojwang mentre era in custodia della polizia hanno riacceso le fiamme della manifestazione, portando a richieste di giustizia e responsabilità.

Si stima che sabotatori, presumibilmente collusi con la polizia, si infiltrino nelle manifestazioni, disturbando i manifestanti e generando caos. Le ambasciate di diversi paesi, tra cui Regno Unito e Stati Uniti, hanno esortato il governo keniano a rispettare il diritto di manifestare, ma Ruto ha risposto accusando i manifestanti di essere manovrati da interessi esteri e di voler danneggiare l’immagine del Kenya.

La situazione rimane critica, poiché i cittadini continuano a lottare per un cambiamento e una maggiore trasparenza da parte del governo, lasciando presagire ulteriori mobilitazioni se le richieste legittime della popolazione continueranno a venire ignorate.

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