I bombardamenti statunitensi avrebbero compromesso gravemente il programma nucleare iraniano, secondo la CIA

26.06.2025 06:56
I bombardamenti statunitensi avrebbero compromesso gravemente il programma nucleare iraniano, secondo la CIA

John Ratcliffe e l’impatto dei bombardamenti sull’Iran

John Ratcliffe, capo della CIA – l’agenzia di intelligence esterna americana – ha dichiarato in un comunicato che i raid aerei statunitensi contro l’Iran avrebbero «gravemente danneggiato» il programma nucleare del paese. Secondo Ratcliffe, numerosi impianti nucleari iraniani sono stati «distrutti» e potrebbero essere necessari anni per la loro ricostruzione, riporta Attuale.

La dichiarazione di Ratcliffe è stata rilasciata il giorno successivo alla diffusione da parte di alcuni giornali statunitensi di un rapporto della Defense Intelligence Agency (DIA), principale agenzia di intelligence militare, in cui si affermava che gli attacchi statunitensi non avrebbero annientato i siti nucleari iraniani, ma avrebbero solo in parte ritardato le capacità del paese di arricchire l’uranio. Questo processo è cruciale per la produzione di armi nucleari.

Il rapporto è stato caratterizzato come low confidence, indicando un basso livello di affidabilità, e le sue conclusioni hanno contraddetto le dichiarazioni recenti del presidente statunitense Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Entrambi avevano descritto i bombardamenti come un successo, con Trump che affermava di aver «annientato» il programma di arricchimento dell’uranio e Netanyahu che lo aveva definito «in rovine».

Il messaggio di Ratcliffe, purtroppo, è stato piuttosto generico e privo di dettagli sui danni specifici subiti dalle strutture nucleari iraniane. Mercoledì, il segretario di Stato Marco Rubio aveva dichiarato che gli attacchi più devastanti erano stati quelli al centro di conversione dell’uranio di Isfahan, piuttosto che alle più rinomate strutture sotterranee di Fordo, le quali erano anch’esse al centro delle discussioni recenti. Questo centro è fondamentale per trasformare l’uranio gassoso, utilizzato nelle centrifughe durante il processo di arricchimento, in forma solida, utilizzata nelle centrali nucleari e nelle testate atomiche.

In sintesi, la situazione rimane complessa, e mentre le dichiarazioni ufficiali tendono a presentare un’immagine di successo, le evidenze provenienti da rapporti di intelligence offrono una visione più cauta e problematica riguardo all’efficacia delle azioni militari statunitensi contro il programma nucleare iraniano. È essenziale seguire con attenzione gli sviluppi futuri in questa delicata questione di geopolitica internazionale.

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