La sindaca di Prato Ilaria Bugetti indagata per corruzione non avrà gli arresti domiciliari

26.06.2025 12:35
La sindaca di Prato Ilaria Bugetti indagata per corruzione non avrà gli arresti domiciliari

La decisione del giudice per le indagini preliminari non mette in discussione i gravi indizi di colpevolezza. Ai domiciliari l’imprenditore amico di Bugetti, Ricardo Matteini Bresci, riporta Attuale.

L’ex sindaca di Prato, Ilaria Bugetti, accusata di corruzione, non andrà ai domiciliari. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti, chiamato a esaminare la situazione della leader politica del capoluogo toscano. La procura aveva richiesto la misura cautelare per Bugetti a causa dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico, accennando al rischio di reiterazione del reato di corruzione. Tuttavia, dopo la decisione del Gip, la situazione è mutata. Insieme a Bugetti, è indagato anche l’imprenditore Ricardo Matteini Bresci, per il quale sono stati disposti invece i domiciliari. Le indagini, avviate nel 2023, sono state rese pubbliche dalla stessa sindaca attraverso un avviso di garanzia ricevuto il 13 giugno scorso.

La decisione del Gip: accolte solo in parte le richieste della procura antimafia

Nonostante il giudice Moneti abbia confermato gli episodi accusati dalla procura antimafia, ha accolto solo parzialmente le loro richieste. Ilaria Bugetti, 51 anni, coinvolta nell’indagine per corruzione insieme a Matteini Bresci, non affronterà i domiciliari. Questo è dovuto alla valutazione dell’impossibilità di reiterazione del reato. Infatti, Bugetti ha già rassegnato le sue dimissioni, riducendo così la probabilità di commettere nuovamente il reato. Secondo la nota del procuratore di Firenze, Filippo Spiezia, il rischio di reiterazione sarebbe stato reale solo se Bugetti avesse mantenuto il suo ruolo pubblico. Di contro, Bresci, 67 anni, è considerato dagli inquirenti come il corruttore e per lui è stata decisa la misura degli arresti domiciliari, data la possibilità di ulteriori reati. Nonostante ciò, il Gip ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza per entrambi gli indagati, sottolineando che Bugetti ha agito in base al rapporto di amicizia con l’imprenditore e ai benefici ricevuti.

L’accusa sui favori all’imprenditore in cambio di voti

L’inchiesta ha preso avvio nel 2023. Inizialmente, Ilaria Bugetti era consigliera regionale prima di essere eletta sindaca di Prato nel giugno 2024. Secondo le accuse, Bugetti avrebbe approfittato della sua posizione politica per agevolare l’imprenditore. Questi, con il supporto della loggia massonica a cui apparteneva, avrebbe contribuito finanziariamente alle sue campagne elettorali. Tra il 2016 e il 2024, prima di diventare sindaca, Bugetti era stata impiegata da una società collegata a Matteini Bresci, ricevendo compensi superiori a 47mila euro senza mai aver eseguito prestazioni effettive. Inoltre, avrebbe omesso di dichiarare tale rapporto di lavoro alla Regione Toscana, violando le normative vigenti.

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