Le proteste antigovernative in Kenya: cosa sapere

28.06.2025 08:55
Le proteste antigovernative in Kenya: cosa sapere

Proteste in Kenya: una crisi politica crescente

Negli ultimi giorni, molte città del Kenya sono state teatro di proteste antigovernative ampiamente partecipate, nonostante gli sforzi del governo di limitare la copertura mediatica degli eventi, oscurando le trasmissioni televisive. Gli scontri con le forze dell’ordine hanno causato la morte di almeno sedici manifestanti. L’origine di tali proteste è attribuibile a un profondo e duraturo malcontento nei confronti della gestione del presidente William Ruto, riporta Attuale.

Fin dal suo insediamento nel 2022, il governo di Ruto è stato contestato per il crescente autoritarismo e le preoccupazioni relative all’economia. Tre anni fa, Ruto aveva promesso di migliorare le finanze pubbliche, ridurre il debito statale e promuovere il benessere dei più vulnerabili, ma oggi, molti di coloro che inizialmente lo sostenevano, si oppongono con sempre maggiore vigore.

È importante notare che Ruto è salito al potere tra accuse di brogli elettorali, ma ha ottenuto un sostegno considerevole, in particolare tra i giovani, che ora esigono azioni concrete per migliorare le loro condizioni di vita. In quel periodo, prometteva stabilità politica e riforme profonde per affrontare le sfide economiche crescenti.

Tuttavia, Ruto ha adottato misure impopolari nell’ultimo triennio, come l’aumento delle tasse su beni essenziali e la rimozione dei sussidi sul carburante. Tali decisioni hanno originato le proteste del 2023 e 2024, scatenate principalmente per contestare l’incremento del costo della vita. Giovanni Carbone, professore presso l’Università degli Studi di Milano, ha descritto le manifestazioni come un conflitto tra le urgenze quotidiane e le prospettive di lungo termine per uno sviluppo socio-economico sostenibile.

Le manifestazioni dello scorso anno sono risultate tra le più violente e partecipate, con rapporti che attestano la morte di oltre 60 persone e la sparizione di altre 80, presumibilmente in custodia delle forze di sicurezza. Questa mobilitazione ha portato Ruto a sospendere l’aumento delle tasse, ma non ha fermato l’uso della forza contro i manifestanti, alimentando ulteriormente il malcontento popolare.

A recenti proteste, che commemorano gli eventi del 2024, si sono aggiunte manifestazioni a seguito dell’omicidio del blogger politico Albert Ojwang, trovato morto in una caserma della polizia, un caso che ha sollevato un ampio dibattito sulla brutalità delle forze dell’ordine in Kenya.

Di recente, il governo ha reintrodotto alcune tasse su beni essenziali, come il pane, ripristinando misure che erano state annullate a causa delle manifestazioni del 2024. Questo passo ha ulteriormente polarizzato l’opinione pubblica, alimentando le tensioni tra il governo e la popolazione.

Le dichiarazioni di Ruto riguardo agli eventi attuali sono state di forte critica nei confronti dei manifestanti, descrivendo il loro operato come tribalistico e privo di un piano concreto. La situazione politica è tesa e gli oppositori di Ruto hanno interpretato le sue affermazioni come segnali di un intento di rimanere al potere in qualsiasi modo, in vista delle elezioni programmate per il 2027.

In un contesto di crescente instabilità e tensioni, la vicenda keniana solleva interrogativi sulla sostenibilità del potere attuale e sul futuro socioeconomico della nazione, che continua a lottare con le sue contraddizioni.

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