Martedì, la Corte Costituzionale della Thailandia ha deciso di sospendere la prima ministra Paetongtarn Shinawatra, che ricopre il ruolo da un anno. Questa decisione è stata presa a seguito di una telefonata considerata inappropriata, avvenuta nelle ultime settimane, con l’ex primo ministro cambogiano Hun Sen, rivelata da quest’ultimo. Durante la conversazione, Paetongtarn si è dimostrata di grande deferenza nei confronti di Hun Sen, discutendo di una crisi territoriale in corso con la Cambogia, il che ha portato le opposizioni a richiedere le sue dimissioni, riporta Attuale.
La Corte ha accolto un reclamo presentato da 36 senatori, che hanno accusato la leader di violazioni etiche. Paetongtarn avrà 15 giorni per presentare la sua difesa, durante i quali la Corte continuerà le indagini per decidere se rimuoverla definitivamente dal suo incarico.
Il confine tra Cambogia e Thailandia si estende per circa 820 chilometri, con alcune aree contese, una disputa in atto da oltre un secolo. Questa conflittualità affonda le radici in una mappa del 1907, utilizzata dalla Francia durante la sua colonizzazione della Cambogia, che definiva per la prima volta il confine tra i due stati. La Thailandia, tuttavia, sostiene che la mappa non abbia valore legale oggi. Recentemente, si sono registrati scontri a fuoco nel “Triangolo di Smeraldo”, una zona di intersezione tra Thailandia, Cambogia e Laos, contesa da entrambi i paesi. Il 28 maggio, sono emersi tafferugli tra soldati cambogiani e thailandesi, culminati con la morte di un soldato cambogiano.
Nei giorni seguenti, è emersa la registrazione di una conversazione critica tra Paetongtarn e Hun Sen, quest’ultimo figura centrale della politica cambogiana e ora presidente del Senato, dopo aver governato per quarant’anni la Cambogia.
Durante la chiamata di 17 minuti, Paetongtarn, di 38 anni, si è rivolta a Hun Sen, di 72 anni, con notevole deferenza, apostrofandolo come “zio” e promettendo di “occuparsi” delle sue necessità. In un passaggio del dialogo, ha persino cercato di sminuire l’operato di un comandante dell’esercito thailandese, osservando che quest’ultimo “voleva solo sembrare importante e diceva cose poco utili”. Le due famiglie, quella di Paetongtarn e degli Hun, hanno legami storici risalenti a decenni, tanto che Hun Sen e l’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra vengono considerati come fratelli.
Paetongtarn ha difeso la telefonata, definendola una “tecnica di negoziazione”, ma ha subito forti critiche dall’opinione pubblica, che ha messo in discussione la sua credibilità e il suo potere negoziale con la Cambogia. A seguito di ciò, il partito Bhumjaithai, principale alleato del governo di Paetongtarn, ha deciso di uscire dalla coalizione, segnalando una potenziale destabilizzazione della già fragile situazione politica attuale.