
dall’inviato
MANDURIA (Taranto)
Il mercato del lavoro si trova in un periodo di profonde trasformazioni, alimentate dall’emergenza caldo e dalle sfide imposte dal digitale. Rinnovi contrattuali e misure di controllo contro sfruttamento e sicurezza sul lavoro sono ora più che mai al centro del dibattito. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha annunciato durante il Forum in Masseria che in autunno verrà avviato un grande patto del lavoro per affrontare queste trasformazioni.«, riporta Attuale.».
Calderone ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le parti sociali, affermando che “questo rinnovato clima di cooperazione è fondamentale”. Ha evidenziato come le dinamiche del mercato del lavoro siano mutate radicalmente a causa della pandemia e dell’innovazione tecnologica, compresa l’intelligenza artificiale. Ha dichiarato: “Dobbiamo aggiornare le nostre normative, poiché i nostri tradizionali modelli di impiego, come lavoro subordinato, autonomo e a tempo determinato, stanno diventando sempre più ibridi”. Inoltre, ha annunciato che entro il 2026 saranno formati due milioni di giovani in ambito digitale.
Calderone ha evidenziato i risultati del dialogo con le parti sociali, commentando il protocollo per le emergenze climatiche: “Questo rappresenta un significativo progresso, essendo la prima volta che un protocollo viene siglato dopo l’emergenza Covid del 2020, con l’obiettivo di ampliare le coperture”. Riferendosi alle criticità legate alle alte temperature, ha apprezzato il ripensamento di Glovo riguardo al bonus offerto ai rider per lavorare nelle ore di maggiore afa, affermando che “la società ha compreso il messaggio dissonante lanciato inizialmente”.
Rivolgendosi alle problematiche attuali, la ministra ha menzionato anche la situazione dell’ex Ilva, dichiarando che “la nazionalizzazione non è un’opzione sul tavolo, con la massima attenzione alle dinamiche occupazionali”. Per Calderone, la sfida del cambiamento del lavoro implica anche il rinnovo dei contratti, che dovrebbero diventare sempre più efficienti. Ha espresso un netto rifiuto all’introduzione di ciò che ha definito “un totem della minoranza”, il salario minimo di 9 euro all’ora, mentre il Partito Democratico ha risposto sottolineando che “non è un totem, ma una misura di civiltà”.
Giorgio Caccamo