Il caldo pesa sui lavoratori: sciopero a Forlì e altri due decessi

05.07.2025 06:15
Il caldo pesa sui lavoratori: sciopero a Forlì e altri due decessi

L’eccezionale ondata di caldo record sta mettendo a dura prova non solo la salute di bambini e anziani, ma colpisce anche migliaia di lavoratori, in particolare gli operai che affrontano turni estenuanti sotto temperature estremamente elevate. Di recente, sono stati segnalati nuovi tragici eventi. Un operaio nel Frusinate, impegnato nella posa della fibra ottica, è collassato e, purtroppo, è deceduto, probabilmente a causa di un arresto cardiaco, che potrebbe essere collegato al calore. Nel Siracusano, un agricoltore di 58 anni ha perso la vita mentre lavorava nei suoi campi, anche in questo caso, possibilmente per un infarto. Questi decessi rappresentano solo una parte di un’emergenza che coinvolge migliaia di lavoratori esposti a condizioni climatiche gravose senza protezioni adeguate. La tensione è aumentata in numerosi stabilimenti e cantieri. A Bologna, i lavori per la nuova linea del tram sono stati interrotti a causa delle temperature insostenibili, in attesa di condizioni più favorevoli.

Un episodio emblematico si è verificato nello stabilimento Electrolux di Forlì, dove ieri gli operai hanno lasciato il turno in anticipo, intorno alle 12.15, ben prima del previsto alle 17, segnalando gravi problemi legati allo stress termico. La Fiom-Cgil ha denunciato come l’allerta rossa per le alte temperature, emessa dall’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae), sia stata completamente ignorata dall’azienda. “La salute per Electrolux non è una priorità”, ha affermato Cinzia Colaprico, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), evidenziando come i dirigenti lavorino in condizioni di frescura mentre gli operai sopportano temperature che sfiorano i 40 gradi sulle linee di produzione. Nel Milanese, i dipendenti della Emmegi di Cassano d’Adda, specializzata nella produzione di scambiatori di calore, sono in sciopero da una settimana per protestare contro il caldo insopportabile che raggiunge i 36,5 gradi all’interno dei capannoni.

In Veneto, la società Ecoambiente ha deciso di chiudere gli ecocentri nelle ore di massima esposizione al calore, dalle 12 alle 16, seguendo un’ordinanza regionale che vieta attività lavorative nei campi, nei cantieri e nelle cave durante le ore più critiche. Analoghe ordinanze sono state adottate in diverse regioni del Centro-Sud, incluse Calabria, Puglia e Campania (dove già il 18 giugno era stata emessa una disposizione per fermare i lavori agricoli dalle 12 alle 16), Lazio e Sicilia, con divieti di lavoro all’aperto nelle ore più calde e opzioni di accesso alla cassa integrazione in caso di caldo estremo. L’Inps ha confermato la possibilità di richiedere ammortizzatori sociali per la sospensione o la riduzione dell’attività dovute a condizioni climatiche sfavorevoli. Intanto, il governo ha creato un’apposita cabina di regia per affrontare l’emergenza caldo, coinvolgendo il Ministero della Salute, la Protezione Civile, le Regioni e l’Inail, riporta Attuale.

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