Il presidente Trump accoglie cinque leader africani alla Casa Bianca
Il presidente Trump ha avuto oggi l’onore di ricevere i suoi omologhi di Guinea Bissau, Gabon, Liberia, Mauritania e Senegal. Non si tratta di un evento da poco, riporta Attuale.
Il presidente della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló, sarà l’ospite d’onore di un pranzo alla Casa Bianca. Questo Stato africano, con i suoi 2 milioni di abitanti, è grande quasi il doppio della Lombardia e ha un prodotto interno lordo di soltanto 6 miliardi di dollari. Nonostante Donald Trump abbia mostrato un certo disinteresse nei confronti dell’Africa, facendo rare visite ufficiali durante il suo primo mandato, oggi si trova a ospitare ben cinque presidenti di paesi africani.
Tra i vari presidenti americani a partire dagli anni Sessanta, il record di attacchi alla Casa Bianca spetta a George W. Bush, il quale ha trascorso circa il 3% del suo tempo lavorativo con i leader africani. Obama, invece, si colloca al nono posto, impegnandosi solo l’1%. Trump, inizia ad avvicinarsi a questi numeri, ma resta ancora in coda, specialmente considerando che, pochi giorni fa, ha espresso ignoranza su questioni riguardanti il Congo.
Questa visita arriva come una sorpresa, dato il numero di capi di Stato africani presenti nel corso della giornata. Le ragioni dietro l’interesse di Trump sono di natura commerciale e geopolitica. Infatti, l’obiettivo è quello di esplorare potenziali accordi economici, connessioni affaristiche, e opportunità di investimento: più alleanze si creano, minore sarà l’influenza della rivale Cina. Tuttavia, l’interesse degli Stati Uniti nei confronti della Guinea-Bissau, riconosciuta come uno degli Stati più poveri dell’Africa e definita un «narco-Stato», solleva interrogativi. Questo paese funge da hub per il traffico di cocaina proveniente dal Sud America verso i mercati europei.
È difficile credere che Trump, notoriamente disinteressato ai traffici illeciti, possa avere un reale interesse per la Guinea-Bissau. Tuttavia, il merito di questo incontro alla Casa Bianca si può attribuire all’abilità diplomatica di Embaló, che dal 2020 ha compiuto oltre 300 visite ufficiali. Ha incontrato leader di ogni genere, da Papa Francesco a Vladimir Putin, e secondo una citazione di un anonimo leader africano, spesso consegue inviti non ufficiali, il che gli conferisce un certo ascendente e carisma, anche agli occhi di Trump.
L’aspirazione principale di Umaro Sissoco Embaló è quella di rimanere al potere il più a lungo possibile, come molti suoi colleghi. Avere relazioni con le figure potenti del mondo rappresenta per lui una strategia vincente per la propria sopravvivenza politica.