Il ministro dell’Interno ha dichiarato che tornerà presto in Libia, escludendo il timore di un incremento dei flussi migratori. Secondo la sua analisi, l’incidente verificatosi a Bengasi è stato soltanto un corto circuito protocollare riguardante le delegazioni destinate a un incontro, e non ha avuto ripercussioni per l’Italia. Elaborando ulteriormente, ha specificato che non c’è stato alcun respingimento, ma piuttosto un annullamento dell’incontro all’ultimo momento. «La questione non è da sottovalutare, ma non voglio ingigantire le possibili conseguenze», ha affermato Matteo Piantedosi, come riportato dal Corriere della Sera, evidenziando che si è trattato di un’occasione perduta per la prima visita di una delegazione guidata dalla Commissione europea in Cirenaica. Inoltre, ha ribadito che sono ancora saldi i rapporti tra i Paesi europei e quella regione della Libia, riporta Attuale.
La Libia e l’Ue
La questione è emersa quando il rappresentante dell’Ue Nicola Orlando ha vietato le fotografie della delegazione europea insieme a quella libica. «Ho visitato Tripoli e la Cirenaica numerose volte e ho sempre ottenuto risultati positivi. Ci sono state molte riunioni anche qui al Viminale, così come documentato da foto e registrazioni. Non ho mai contestato la composizione delle delegazioni degli altri», ha risposto il ministro. Piantedosi ha anche rifiutato la tesi che l’Italia possa essersi sentita umiliata: «É un’affermazione semplicistica. Questo incidente diplomatico non può essere attribuito in nessun modo alla delegazione italiana. Desideriamo continuare a rafforzare la collaborazione con entrambe le parti in Libia, e questa sarà la nostra risposta alle illazioni riguardo alla nostra credibilità in quella regione».
Persona non gradita
«In questa circostanza, partecipavo con convinzione alla delegazione europea. La Commissione ha definito la missione “Team Europe”, e qualsiasi differenziazione da parte mia sarebbe stata inopportuna», ha affermato il ministro in risposta al Corriere riguardo alla sua etichettatura come “persona non gradita” dalle autorità libiche. «Su temi così cruciali come quello libico, l’azione del governo è sempre sinergica e ben coordinata. Dopo un lungo periodo di disinteresse, questo governo ha instaurato eccellenti rapporti con entrambe le fazioni libiche, garantendo la prosecuzione di una collaborazione efficace. Presto tornerò in Libia per consolidare ulteriormente il nostro legame», ha aggiunto.
I migranti
Riguardo al rischio di un’ondata migratoria, Piantedosi ha affermato: «Non ho motivi di preoccupazione, anzi. Posso attestare la straordinaria collaborazione dimostrata dalle autorità libiche e tunisine contro il traffico di esseri umani e a favore dei rimpatri volontari assistiti». Tuttavia, i dati segnalano un’inversione di tendenza rispetto all’anno scorso per gli arrivi in Italia. «I dati del 2025 mostrano che gli sbarchi sono significativamente inferiori rispetto al 2023, con una riduzione del 51%. Vorrei anche sottolineare l’aumento dei recuperi in mare e dei rimpatri assistiti direttamente dalla Libia», ha concluso.
In conclusione, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha rassicurato sulla solidità dei rapporti tra Italia e Libia, evidenziando l’importanza della collaborazione con le autorità locali nel contrasto al traffico di esseri umani e per i rimpatri assistiti. Nonostante l’incidente diplomatico a Bengasi, Piantedosi ha affermato che non ci sono motivi di preoccupazione per un incremento dei flussi migratori e che, al contrario, i dati indicano una diminuzione significativa degli arrivi in Italia. La prossima visita in Libia rappresenta un’opportunità per consolidare ulteriormente le relazioni strategiche tra gli attori europei e libici, sottolineando l’impegno del governo italiano nel rafforzare la cooperazione in questo contesto cruciale.