Iran, presidente Pezeshkian ferito nei raid israeliani di giugno

14.07.2025 11:25
Iran, presidente Pezeshkian ferito nei raid israeliani di giugno

Israele e Iran: la tensione aumenta dopo i recenti attacchi

Il 16 giugno, poco prima di pranzo, sei missili israeliani hanno colpito un edificio nell’ovest di Teheran. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, presente nei piani inferiori per una riunione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha riportato ferite alle gambe, ma è riuscito a fuggire grazie a un portello di emergenza predisposto in anticipo. Questa notizia avvalora le affermazioni fatte da Pezeshkian in un’intervista su Fox News, in cui ha accusato Israele di aver tentato di assassinarlo, sebbene non abbia confermato le sue ferite: «Ci hanno provato, ma hanno fallito», riporta Attuale.

In un contesto di crescente paranoia e ricerca di traditori, come indicato da Mehdieh Shadmani, figlia di un comandante delle Guardie della Rivoluzione ucciso in operazioni israeliane, il Mossad sembra aver utilizzato metodi ben oltre la semplice geolocalizzazione o comunicazioni digitali. La Shadmani ha sottolineato che la posizione di suo padre cambiava frequentemente e non disponeva di dispositivi elettronici. Alcuni commentatori, come Abdollah Ganji, ex direttore di una pubblicazione affiliata alle Guardie, ipotizzano addirittura che i servizi segreti israeliani avrebbero fatto uso di pratiche occultistiche e misteriose.

I recenti eventi hanno sollevato dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia delle comunicazioni interne all’iraniane. Vi è una crescente preoccupazione per come le informazioni sensibili possano essere trapelate. Le famiglie dei generali caduti vogliono chiarire le cause del fallimento nella protezione delle loro figure di comando. Un punto importante è che la figlia di Shadmani ha escluso il rischio rappresentato dai telefoni, quindi si considera la possibilità di un tradimento interno. Questo solleva paragonamenti con episodi simili che hanno portato all’eliminazione di figure di Hezbollah a Beirut.

Un’ulteriore riflessione coinvolge l’amplificazione da parte di alcuni ambienti iraniani delle capacità del Mossad. Le narrazioni che mescolano elementi di fiction con la realtà contribuiscono ad esaltare l’immagine di efficienza dei servizi segreti israeliani. Al centro di questo “gioco di specchi” c’è la competizione tra agenzie di spionaggio, con i social media che amplificano i segnali e le voci in circolazione.

Nella capitale iraniana si inseguono notizie di possibili nuovi attacchi, inclusa un’esplosione in un appartamento che intesterebbe un potenziale assassinio mirato. Le autorità sfidano tali speculazioni, diffondendo immagini della presunta vittima viva, cercando di rassicurare la popolazione. D’altro canto, Israele ha presentato un resoconto dettagliato dell’operazione che ha portato all’omicidio di Mohsen Fakrizadeh, noto come architetto del programma nucleare iraniano. Il Jerusalem Post ha riferito che Fakrizadeh, ferito all’interno della sua auto, ha cercato riparo prima di essere colpito mortalmente da un secondo gruppo di proiettili, con l’attacco presumibilmente condotto tramite una mitragliatrice a controllo remoto.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere