Ciro Grillo, la sentenza del processo per stupro rinviata a settembre

14.07.2025 15:35
Ciro Grillo, la sentenza del processo per stupro rinviata a settembre

Cagliari, 14 luglio 2025 – Lenta evoluzione del processo Ciro Grillo

La sentenza del processo di primo grado che si svolge presso il tribunale di Tempio Pausania riguardante Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese e della sua amica, è stata posticipata a settembre, riporta Attuale..

La giornata di oggi ha segnato la chiusura delle udienze prima della pausa estiva. Il collegio dei giudici, guidato da Marco Contu e affiancato da Marcella Pinna e Alessandro Cossu, ha programmato nuove sessioni per il 1 e 2 settembre, con una riserva anche per il giorno successivo. L’udienza ha visto una lunga arringa da parte dell’avvocato Mariano Mameli, difensore di Capitta, durando ben quattro ore.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, quando è avvenuta la presunta violenza nella villetta di Porto Cervo dei Grillo, dopo una serata trascorsa alla celebre discoteca Billionaire. Nella sua requisitoria, il procuratore Gregorio Capasso ha chiesto una condanna a nove anni di carcere per ciascuno degli imputati.

Nei giorni precedenti, le arringhe della difesa hanno preso corpo, culminando in un’analisi dettagliata dell’evento incriminato. L’avvocato Antonella Cuccureddu, legale di Francesco Corsiglia, ha minuziosamente esaminato la serata incriminata, ponendo l’accento sulla figura della principale accusatrice. Ha messo in discussione la coerenza delle sue dichiarazioni rispetto a quelle fornite dall’altra ragazza.

Cuccureddu ha interrogato l’assenza di un comportamento che potesse suggerire paura da parte dell’amica, inducendola a pensare perché non sia andata immediatamente in cerca di aiuto se la sua amica avesse veramente segnalato un episodio di violenza. “Perché dovrebbe mentire riguardo all’assalto sessuale che presume di aver subito? Se l’amica le avesse davvero raccontato di essere stata violentata, come avrebbe potuto non preoccuparsi della sua incolumità e rimanere in quella casa con dei mostri stupratori?”, ha affermato l’avvocato.

Successivamente, anche gli altri legali del team difensivo, Alessandro Vaccaro, Mariano Mameli e Andrea Vernazza, si sono espressi. Vaccaro ha evocato un’atmosfera di leggerezza nella villa, caratterizzata da spensieratezza fino al momento in cui l’amica si è ritirata a dormire. A quel punto, ha provocatoriamente menzionato l’idea di una violenza gratuita che sarebbe potuta scaturire in quella situazione.

Il procuratore capo Gregorio Capasso ha chiesto la pena massima di nove anni di reclusione per gli accusati, lasciando così ai giudici la possibilità di ritirarsi in camera di consiglio per emettere la sentenza. Tuttavia, questa decisione è stata posticipata a settembre, rimandando così le attese conclusioni del caso.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere