Incidente minibus disabili, salvati grazie all’intervento di un’assessora-infermiera

20.07.2025 03:05
Incidente minibus disabili, salvati grazie all'intervento di un'assessora-infermiera

Incidente a Recoaro Terme: miracolo per i passeggeri di un pulmino disabili

Recoaro Terme (Vicenza), 20 luglio 2025 – Un ragazzo era a testa in giù, legato alle cinture di sicurezza. Gli altri si contorcevano incastrati uno contro l’altro. Vedevo una gamba ma non riuscivo a collegarla a un corpo. Mi è venuta in mente una frase assurda: l’anatomia di questo veicolo è completamente alterata. Ha continuato a rimbalzarmi in testa. Non volevo nemmeno lasciarmi sfiorare dalla parola tragedia. E infatti alla fine è stato un miracolo, riporta Attuale.

Ilaria Sbalchiero, una giovane infermiera di 47 anni, stava semplicemente passando davanti allo stabilimento dell’acqua quando ha percepito immediatamente la gravità della situazione: un incidente, il fiume, il veicolo scomparso nell’abisso. Inizialmente, a bordo si trovavano due accompagnatori e sette ragazzi autistici provenienti da una comunità di Valdagno. Fortunatamente, gli otto hanno riportato ferite, di cui due gravi, ma nessuna vittima è stata registrata. Era appena dopo mezzogiorno. Alcuni testimoni, colpiti dalla scena, si affacciavano disperati dal parapetto sull’Agno, paralizzati da ciò che stavano vedendo. Un volo di quindici metri e il pulmino si era rovesciato sul greto del fiume, le lamiere deformate emettevano lamenti. Al momento, Sbalchiero capiva che era il momento per lei di intervenire come operatrice sanitaria, e anche come assessora “alla gentilezza” nella sua comunità. Non avrebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione così critica.

Ilaria, come avete fatto ad arrivare al pulmino distrutto?

“Abbiamo trovato un modo rapido per raggiungere il veicolo, passando dall’altro lato del ponte. I carabinieri hanno ricostruito l’incidente: il pulmino ha urtato un muretto, l’autista ha perso il controllo e si è ribaltato, finendo nel torrente dopo un volo di quindici metri.”

Sembrava fosse destinato a finire in tragedia.

“Ma fortunatamente tutti erano coscienti. Una donna, un’operatrice, è grave, così come uno dei ragazzi. Gli altri hanno subito solo ferite lievi. Io e la dottoressa abbiamo trovato un sentiero e ci siamo tuffate nel fiume, dove l’acqua ci arrivava alla vita. Ci siamo subito rese conto che non saremmo riuscite a entrare nel minibus rovesciato. Fuori era difficile vedere, e temevamo che potessero avere lesioni interne. Inoltre, c’era la comunicazione difficile, dato che i ragazzi autistici spesso non parlano. Sono salita su una roccia e ho notato che uno degli accompagnatori era in piedi. Ho chiamato il 118 per fornire ulteriori dettagli e poi ho notato che la sua collega aveva una forte emorragia che andava fermata immediatamente. Ho chiesto a un ciclista di passarmi il kit di pronto soccorso, lanciando una benda all’autista e indicandogli di stringerla forte sulla parte alta della coscia.”

E nel frattempo, come stavano i ragazzi?

“Siamo riuscite a staccare il portellone laterale e a tirarne fuori uno, tagliando la cintura al ragazzo che era sottosopra. Non piangevano, solo qualche lamento, ma erano tutti sotto shock, compreso l’autista. Poi sono arrivati i soccorsi, davvero eccezionali nella loro rapidità. È stata un’orchestra di ambulanze, il soccorso alpino e un elicottero. Diverse squadre coordinate dal medico di pronto soccorso, di cui purtroppo non ricordo il nome. È stato tutto veloce e preciso; ognuno ha svolto il proprio compito.”

Qual è stato il tuo stato d’animo tornando a casa?

“Ero frastornata e felice. C’è una sensazione magnifica nel poter aiutare, farlo con altre persone e vivere il privilegio di essere al posto giusto nel momento giusto. Mio marito e i miei tre figli erano spaventati; ero completamente sporca e bagnata, agitata, mentre piangevo e balbettavo. Ho ripetuto a loro che l’anatomia del veicolo era completamente alterata, ma ovviamente non hanno capito; erano solo scherzi dell’adrenalina, o magari un miracolo all’interno di una tragedia.”

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