Due soldati israeliani arrestati al festival Tomorrowland per crimini di guerra a Gaza

22.07.2025 11:35
Due soldati israeliani arrestati al festival Tomorrowland per crimini di guerra a Gaza

Indagine sui crimini di guerra in Belgio

BRUXELLES – Due soldati israeliani sono stati fermati e interrogati dalla polizia belga, per poi essere rilasciati, il 20 luglio, nell’ambito di un’indagine su presunti crimini di guerra e genocidio commessi nella Striscia di Gaza. Questo rappresenta un’azione legale senza precedenti da parte di un Paese dell’Unione Europea. I militari sono stati riconosciuti mentre partecipavano al festival di musica elettronica Tomorrowland, ad Anversa, dove hanno esposto la bandiera di quella che gli inquirenti sospettano essere la loro unità militare.», riporta Attuale.

L’azione legale è stata avviata a seguito di due denunce presentate dalla Hind Rajab Foundation e dall’ONG Global Legal Action Network. Le autorità belghe ritengono che i due individui siano membri della Brigata Givati, un’unità dell’esercito israeliano accusata di crimini di guerra e genocidio nella Striscia di Gaza. Le associazioni denunciano che i due militari sono stati direttamente coinvolti in attacchi deliberati contro zone civili, tortura e sfollamento forzato di cittadini. La procura ha avviato un’indagine penale nei confronti dei soldati coinvolti.

Stando a quanto comunicato dalla procura federale, il Belgio ha la possibilità di procedere grazie all’articolo 14/10 del codice di procedura penale, entrato in vigore nell’aprile 2024. Questo articolo conferisce ai giudici belgi la competenza extraterritoriale per indagare su crimini internazionali commessi al di fuori del territorio nazionale, in conformità con le Convenzioni di Ginevra e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. La Hind Rajab Foundation ha descritto l’evento come «storico» su X, mentre l’Associazione Eja, rappresentante di diverse comunità ebraiche in Europa, ha espresso «profonda preoccupazione» per la questione, sostenendo che i soldati stavano compiendo legittimamente i loro doveri di difesa del Paese.

Questa indagine segna un momento significativo nel contesto delle dispute internazionali e dell’applicazione delle leggi sui diritti umani, mostrando come le autorità belghe si stiano muovendo per rispondere a grave violazioni dei diritti umani anche al di fuori dei propri confini. La questione potrebbe suscitare ulteriori dibattiti e controversie sia in Belgio che a livello internazionale, specialmente in un periodo di crescente tensione tra diverse nazioni e comunità.

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