Tensioni tra Thailandia e Cambogia: il conflitto sul tempio di Preah Vihear e la parola che ha scatenato la crisi

24.07.2025 11:45
Tensioni tra Thailandia e Cambogia: il conflitto sul tempio di Preah Vihear e la parola che ha scatenato la crisi

L’antica disputa tra Thailandia e Cambogia si è intensificata, diventando motivo di preoccupazione internazionale. Nel recente contesto di conflitto, si registrano già dodici vittime, tutte thailandesi, e il numero dei feriti continua a salire. La tensione si amplifica, e si prevede che il bilancio possa diventare ancora più drammatico, riporta Attuale.

Da parte dei militari, sono stati impiegati semoventi lanciamissili e aerei F-16, mentre la frontiera rimane minata, contribuendo a un numero significativo di vittime innocenti. Al centro del conflitto vi è la sovranità sul Tempio di Preah Vihear, conteso da decenni e assegnato alla Cambogia nel 1962 da una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja. Questa decisione fu ribadita anche nel 2013, seguendo un breve ma sanguinoso scontro nel 2011.

Il potere ai militari

Geograficamente, l’area a est di Bangkok ha visto scontri recenti, in particolare lo scorso maggio, che hanno provocato la morte di un soldato cambogiano. Apparentemente, la situazione si era stabilizzata dopo un colloquio tra la premier thailandese Paetongtarn Shinawatra e Hun Sen, l’ormai storico leader cambogiano.

Allo stesso tempo, l’appellativo “zio” usato dalla figlia di Thaksin Shinawatra nei confronti di Hun Sen non è piaciuto ai generali thailandesi, i veri detentori del potere nel Paese, poiché evoca un senso di rispetto e, talvolta, di sottomissione.

La premier è quindi stata oggetto di un’inchiesta, culminata nella sua destituzione il 1° luglio, riaprendo così il confronto con la Cambogia, in attesa di ulteriori sviluppi. Le tensioni sono riemerse quando i soldati delle due nazioni si sono scambiati accuse di aggressioni, sfociando in un accesa sparatoria.

Il nuovo conflitto

Il ministero della Salute thailandese ha confermato le dodici vittime tra i civili durante gli scontri con le forze cambogiane. In un comunicato, il ministero ha condannato gli attacchi condotti dalla Cambogia, soprattutto un attacco contro un ospedale, che potrebbe rientrare tra i crimini di guerra. Il ministero degli Esteri thailandese ha denunciato il bombardamento di postazioni militari thailandesi da parte di artiglieria pesante, mirata anche a strutture civili.

Inoltre, il ministro della Salute ha esortato la Cambogia a fermare le violenze attualmente in corso. Nonostante la situazione tesa, finora sei persone sono state uccise in un attacco avvenuto nei pressi di una stazione di servizio nella provincia di Sisaket, due a Surin e una a Ubon Ratchathani. La Cambogia ha reagito chiedendo la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre la Cina ha invitato entrambe le parti a riprendere il dialogo per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.

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