Napoli, 26 luglio 2025 – Specie aliene (anche invasive) o profughi climatici? Non ha dubbi Ferdinando Boero, genovese, professore di zoologia e antropologia all’università Federico II di Napoli. Parte dall’ultimo congresso di biologia marina che ha seguito in Norvegia, “hanno presentato dati abbastanza nuovi, interessanti. Si è parlato di una distribuzione bimodale”. Ma che cosa significa? Ecco il quadro, per punti, riporta Attuale.
Partiamo da una domanda: come si sta redistribuendo oggi la biodiversità? “In passato era massima ai Tropici e diminuiva man mano che ci si allontanava da lì, andando verso il Polo Nord o verso il Polo Sud – chiarisce il professore – . Ma ora ai Tropici fa troppo caldo. Così le specie che vivono in quell’area subiscono uno stress termico che le mette in condizioni di scarsa vivibilità. Metà della grande barriera corallina, ad esempio, è in fase regressiva. Allora cosa fanno questi animali? Migrano, si dirigono verso Nord e verso Sud. Quindi si forma una curva bimodale con due picchi.
Non esiste un ‘tracciato’ prevalente, risponde a domanda Boero. “Le migrazioni avvengono verso aree che consentono condizioni di vita migliori. Quindi, si sta generando un nuovo equilibrio, la vita in natura si adatta ai mutamenti”. Solo che il caldo estremo ora “si sta verificando dove prima c’erano climi temperati, vedi il Mediterraneo. A questo punto le specie tropicali se ne vanno a Nord o a Sud, per cercare luoghi dove possono svolgere le loro funzioni in tutta tranquillità”. La conclusione di Boero va controcorrente (come la rotta degli animali): “Le chiamiamo invasioni, parliamo di specie aliene. Ma, alla luce di questa spiegazione, si comprende che sono profughi climatici. E stanno scappando per cercare condizioni ottimali”. Non solo: “Le specie autoctone del Mediterraneo ora sono sotto stress perché le condizioni tipiche di quel mare non esistono più, fa troppo caldo anche lì. In questo momento, la temperatura è l’aspetto chiave della questione. Il fenomeno può essere sintetizzato così: il Mediterraneo sta rispondendo biologicamente con una biodiversità tropicale a nuove condizioni di tipo tropicale”. Un migliaio ormai le specie aliene censite nel Mare Nostrum, “ma ce ne sono sicuramente tante che non conosciamo”.
Ma qual è l’ultima scoperta sugli alieni-profughi climatici? “La biodiversità – è netto Boero – non si fa con le specie carismatiche. Anzi, alcuni animali sono favoriti da queste nuove condizioni. Le tartarughe marine, che sono rettili, non sono mai state così bene. Prima non nidificavano in Italia, se non nelle isole meridionali dove fa più caldo. Adesso arrivano fino al Mar Ligure. E sono diventate abbondantissime. Tanti squali? Sarebbe una bella notizia, non mi sembra sia così.”
Ma allora qual è la prospettiva, considerando le stime sull’aumento della temperatura per il Mar Mediterraneo, tra 1,8 e 3,5 gradi centigradi entro il 2100? “Veramente il Mar Ligure registra già 5 gradi in più – osserva il professore -. Quindi, le previsioni più negative sono state superate dalla realtà. Il Mediterraneo non è mai stato così caldo. Se lo possiamo definire mare tropicale? Diciamo tropicalizzato. Non lo è da un punto di vista latitudinale ma da un punto di vista ecologico lo è sempre di più, per temperature e composizione della biodiversità.”