Specie aliene: il Mediterraneo è il mare più invaso al mondo, ma ci sono anche intrusi utili

27.07.2025 07:45
Specie aliene: il Mediterraneo è il mare più invaso al mondo, ma ci sono anche intrusi utili

Il Problema delle Specie Aliene nel Mediterraneo

Roma, 27 luglio 2025 – Il Mediterraneo è stato definito “il mare più invaso del mondo”, con oltre 900 specie aliene rinvenute in acque che un tempo erano temperate. Oggi, il riscaldamento in queste acque avviene a una velocità del 20% superiore rispetto alla media globale. Piero Genovesi, con una lunga carriera presso l’Ispra come responsabile della conservazione della fauna, è coinvolto in un progetto che analizza le invasioni biologiche, avendo collaborato al rapporto Ipbes 2023, risultato di oltre quattro anni di lavoro in 49 paesi insieme a 86 esperti. Questo lavoro globale è narrato in “Specie aliene” (Editori Laterza), pubblicato un anno fa, riporta Attuale.

In estrema sintesi, le specie aliene possono essere descritte come piante, animali o organismi viventi portati dall’uomo lontano dai loro habitat naturali in modo intenzionale o fortuito. Attualmente, se ne contano circa 37.000 nel mondo, di cui 3.500 sono considerate invasive, in grado di arrecare danni economici o minacciare la salute pubblica. In Italia, esempi significativi includono il granchio blu, la formica di fuoco in Sicilia e la zanzara tigre, le larve di Aedes albopictus sono arrivate via mare insieme a pneumatici usati, portando con sé “20 virus e arbovirus”.

Le specie aliene marine meritano un’attenzione particolare. L’Ispra ha avviato la campagna “Attenti a quei quattro”, per informare pescatori e subacquei circa la diffusa presenza di pesci pericolosi come il pesce palla maculato e il pesce scorpione. Secondo Genovesi, “è complesso intervenire sulle specie marine. Ci impegniamo a monitorare la situazione, e le segnalazioni sono fondamentali. La nostra missione è anche sensibilizzare per accertare l’arrivo di nuove specie aliene non ancora identificate.” In certi casi, come per il pesce palla argenteo, che è tossico, avere una panoramica della loro diffusione è utile per raccomandare cautela nei mercati.

“Il numero delle specie aliene nel Mar Mediterraneo continua ad aumentare”, afferma Genovesi. Per comprendere il contesto, bisogna considerare il raddoppio del canale di Suez avvenuto dieci anni fa, un evento che ha accelerato notevolmente l’invasione. Genovesi sottolinea che “ci vuole tempo per identificare le nuove specie, e il monitoraggio evidenzia una crescita costante, ma ci sono ritardi nelle informazioni.”

Quali sono le ragioni dietro la preminenza del Mediterraneo come mare più invaso al mondo? “Ci sono diversi fattori,” spiega il ricercatore. “Il canale di Suez è il principale punto di ingresso per le specie aliene. Alcune arrivano anche dall’Atlantico tramite acque di zavorra, utilizzate per stabilizzare le navi.” Questa dinamica è evidente nel caso del granchio blu. La combinazione di questi elementi rende il Mediterraneo vulnerabile: “è un bacino caratterizzato da elevato traffico, e quindi, è esposto a nuove introduzioni. Inoltre, l’innalzamento della temperatura fornisce un habitat adeguato a molte specie tropicali.” Un altro aspetto da considerare è la conformazione del Mediterraneo, che è “più largo che profondo, limitando l’espansione degli organismi autoctoni verso nord.”

Ogni anno, nel mondo, gli scienziati registrano circa duecento nuove specie aliene che invadono terre, mari e acque dolci. Genovesi osserva un certo rallentamento nell’introduzione intenzionale di nuove specie, dovuto a una crescente consapevolezza del problema, mentre aumentano le introduzioni incidentali, come insetti e invertebrati. L’innalzamento delle temperature contribuisce a standardizzare un ambiente sempre più ospitale, portando a un incremento dei parassiti vegetali in agricoltura.

I dati sui danni economici causati da queste invasioni sono impressionanti. Recenti stime francesi indicano che i costi delle invasioni biologiche ammontano a 10,3 trilioni di dollari tra il 1970 e il 2020, un aumento di sei volte rispetto a calcoli precedenti. Nel 2024, Genovesi ha valutato il costo annuale mondiale in 423 miliardi, evidenziando che questa stima è probabilmente sottovalutata. “Il quadro reale suggerisce che i costi quadruplicano ogni dieci anni, mentre gli impatti superano di gran lunga quelli misurabili.”

La storia delle specie aliene risale a epoche passate, interessando anche figure storiche come Napoleone, attratto dal giacinto d’acqua. “Molte di queste specie sono vitale per la nostra economia”, dice lo scienziato. “Consideriamo pomodori e cipressi, oltre a pecore e galline. Tuttavia, quelle con impatti negativi sulla natura, in Italia che costituiscono circa il 15%, influenzano direttamente anche la nostra vita.” Un esempio chiaro è il granchio blu, che, pur essendo pescato, genera effetti negativi superiori ai benefici, inducendo alla necessità di interventi preventivi, spesso economicamente accessibili, come il trattamento delle acque di zavorra.

Infine, quali sono le specie aliene invasive più problematiche al momento? Oltre al granchio blu, “investiamo molto di più su questa specie rispetto a tutte le altre messe insieme”, l’attenzione rimane anche alta sulla formica di fuoco in Sicilia. In estate, le zanzare creano notevoli problemi di salute. Un’altra questione critica è rappresentata dalla nutria.

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