Donato Giovannelli, scienziato degli ambienti estremi: “L’Artico e il futuro dei cambiamenti climatici”

27.07.2025 08:25
Donato Giovannelli, scienziato degli ambienti estremi: “L’Artico e il futuro dei cambiamenti climatici”

Un’analisi sul cambiamento climatico e i suoi impatti visibili

Il fenomeno della ciclicità delle precipitazioni, particolarmente evidente in alcune aree, stava precedentemente seguendo un andamento regolare, rendendo i climi continentali prevedibili per quanto riguarda le piogge. Tuttavia, negli ultimi anni, questi cicli hanno subito significative alterazioni. Secondo studi recenti, si è osservato un cambiamento reale nell’andamento climatico, confermato dalle missioni di ricerca condotte in diverse località nel corso del tempo, riporta Attuale.

Un esempio lampante è l’aumento della frequenza delle piogge torrenziali, che ora si verificano anche in periodi non tradizionali. In alcune regioni desertiche, come quella argentina, la quantità d’acqua che normalmente dovrebbe cadere nell’arco di un intero anno si concentra in pochi giorni, causando ingenti danni.

Gli ambienti estremi rivelano molto del cambiamento climatico attuale. I poli, in particolare, fungono da indicatori cruciali della situazione globale. Il Polo Nord, ad esempio, sta vivendo un riscaldamento significativamente più rapido rispetto ad altre aree del pianeta, con un tasso di incremento che varia da cinque a sette volte rispetto alla media mondiale.

È essenziale, per comprendere le prospettive future del clima europeo, esaminare ciò che avviene nell’Artico. Gli eventi climatici in questa zona influenzano direttamente l’andamento meteorologico nel continente europeo. Quando i ghiacci artici si fondono, i cambiamenti nelle correnti influenzano il nostro clima, rendendo il legame tra queste due aree più evidente.

Di recente, una spedizione in Groenlandia ha raccolto dati significativi sul cambiamento climatico. Il team ha condotto 15 giorni di campionamento, analizzando acque marine e suolo, per monitorare i cambiamenti in corso. I risultati delle ultime tre spedizioni, effettuate in luoghi come le Svalbard e la Groenlandia, mostrano un innalzamento delle temperature stagionali, con eventi estremi che si manifestano sempre più frequentemente, suggerendo che determinati cambiamenti non sono anomalie occasionali ma rappresentano una nuova normalità.

Alle Svalbard, ad esempio, durante il mese di febbraio, che dovrebbe essere il periodo più freddo, le temperature medie storicamente si aggirano tra -15 e -18 gradi. Sorprendentemente, recenti misurazioni hanno rivelato temperature oltre lo zero, oscillando tra i 4 e i 6 gradi, che rappresentano un’anomalia di oltre 15 gradi. Questo scenario è preoccupante e rende evidenti i rapidi cambiamenti climatici in corso.

La definizione di ambienti estremi può variare. Da un punto di vista antropocentrico, si tratta di luoghi in cui la vita, sia umana che animale, non può esistere a causa di condizioni ambientali estreme quali temperature elevate, pH inadatti o salinità eccessiva. Tuttavia, tali ambienti ci offrono anche una visione approfondita dei limiti della vita stessa, permettendoci di esplorare come questi fattori influenzino la possibilità di vita extraterrestre.

Nel contesto della ricerca in ambienti estremi, il continente africano, e in particolare la penisola della Kamchatka, sono tra le aree che l’autore delle spedizioni vorrebbe esplorare, sebbene le attuali restrizioni geopolitiche rendano questo obiettivo complicato. Al contrario, i record di immersione nelle fosse più profonde del Mediterraneo, come quella di Matapan, richiamano l’interesse per la biodiversità marina e per le sfide che affronta.

Infine, il cambiamento climatico non è un fenomeno futuro: è già in corso. Fenomeni come inondazioni e siccità stanno diventando sempre più comuni e non eventi isolati. Gli esperti avvertono che ci troviamo di fronte a una nuova realtà, permeata dall’azione delle specie aliene invasive, come il granchio blu, che sta provocando danni considerevoli agli ecosistemi locali e alle attività di pesca, amplificando le sfide legate al cambiamento climatico.

Queste osservazioni e dati evidenziano la necessità di una risposta globale concertata per affrontare i vari aspetti di questo fenomeno complesso e interconnesso, con l’obiettivo di garantire un futuro più sostenibile e resiliente per il nostro pianeta.

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