“Pace al lavoro”: a settembre inizia la carovana delle Acli contro l’economia di guerra e le disuguaglianze

27.07.2025 11:45
“Pace al lavoro”: a settembre inizia la carovana delle Acli contro l'economia di guerra e le disuguaglianze

ROMA – Recentemente, presso la sede nazionale delle ACLI a Roma, è stata lanciata la Carovana della Pace “Peace at Work – L’Italia del lavoro costruisce la pace”, un’importante iniziativa itinerante che si svolgerà da settembre a dicembre. Questo progetto si propone di visitare numerose località in Italia, portando un messaggio concreto di disarmo, giustizia sociale e nonviolenza attiva nei luoghi del quotidiano: scuole, fabbriche, cooperative, cantieri, università, ospedali, teatri e campi agricoli. Questo percorso collettivo inizia dal mondo del lavoro, con l’intento di denunciare la pericolosa concezione che afferma che “la guerra fa bene all’economia” e volendo riaffermare la convinzione che pace e lavoro sono interconnessi, riporta Attuale.

La campagna ha ottenuto il supporto formale di diverse entità, tra cui l’Ufficio Nazionale per i problemi Sociali e del Lavoro della CEI, la Rete Pace e Disarmo, la Fondazione PerugiAssisi e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Con “Peace at Work” intendiamo riaffermare chiaramente un messaggio fondamentale: la pace si costruisce con il lavoro, non con le armi né con i dazi”, ha dichiarato Pierangelo Milesi, Vicepresidente nazionale con delega alla pace. “In un momento storico caratterizzato da conflitti armati e guerre commerciali, la Carovana della Pace delle ACLI visiterà luoghi di lavoro quotidiano per ascoltare, condividere e generare speranza. La pace non è un’idea astratta: è giustizia, dignità, disarmo e futuro per le nuove generazioni. È un processo che richiede l’impegno di tutti noi, è necessario che l’Italia del lavoro diventi protagonista di una nuova era di dialogo e cooperazione, partendo dalle basi. Per questo, lanceremo anche un appello europeo, affinché l’Europa torni a essere un progetto autentico di pace,non solo in teoria ma attraverso azioni concrete”.

La Carovana prenderà il via il 2 settembre da Palermo e toccherà circa 60 città, prevedendo eventi pubblici, assemblee, laboratori di cittadinanza attiva, e momenti di dialogo con le comunità locali. Tra le tappe più significative, si evidenzia l’incontro con la Marcia per la pace Perugia-Assisi del 12 ottobre e una speciale tappa lungo la rotta balcanica, organizzata in collaborazione con l’ong IPSIA Acli e il CTA.

La conclusione di questo cammino è fissata per il 10 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani, a Milano. L’atto finale della Carovana si svolgerà a Strasburgo, dove verrà presentato un appello alle istituzioni europee per rilanciare un nuovo ciclo di cooperazione e sicurezza comune, ispirato allo spirito di Helsinki. “In un contesto in cui i conflitti si allargano e la situazione si fa sempre più complessa e dolorosa”, ha sottolineato Don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi Sociali e del Lavoro della CEI, “non possiamo più rimanere passivi. L’iniziativa Peace at Work risponde a un’urgenza di educare le coscienze. Per educare è necessario incontrarsi, uscire dalla propria zona di comfort per dare voce al desiderio di pace e alla necessità di relazioni genuine che abitano nel cuore di ognuno”.

Anche Sergio Bassoli, Coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo, è intervenuto, sottolineando che “pace e lavoro” sono “parte integrante di una visione sociale unitaria. Questo legame è essenziale per garantire diritti universali, sempre rispettati, e rappresenta un investimento per la sicurezza collettiva. La Carovana delle ACLI, che tutti noi vogliamo sostenere, si muove in questa direzione opposta all’escalation armata, fondata su muri e barriere che conducono alla guerra”.

Alla conclusione di ogni tappa della Carovana, i rappresentanti locali che hanno collaborato all’organizzazione riceveranno una pianta di ulivo, quale simbolo di pace da coltivare e proteggere. “La Carovana della Pace progettata e realizzata dalle ACLI ci ricorda che “pace e lavoro devono viaggiare insieme”. Il diritto al lavoro e il diritto alla pace sono diritti fondamentali interconnessi, spesso percepiti come separati, ignorando il fatto che “non c’è pace senza lavoro” e “non c’è lavoro senza pace”, ha affermato Flavio Lotti, Presidente della Fondazione PerugiAssisi.

Per concludere la conferenza, il Presidente nazionale delle ACLI, Emiliano Manfredonia, ha evidenziato il significato profondo dell’impegno delle ACLI per la pace: “Peace at Work è un’iniziativa che nasce dal basso, con i piedi nel lavoro e lo sguardo rivolto alla pace. Vogliamo combattere l’indifferenza che ci rende spettatori passivi davanti a guerre, ingiustizie e tragedie umanitarie. Siamo realistici riguardo alla gravità dei conflitti, come quello a Gaza, dove assistiamo a un vero e proprio sterminio, con crimini contro l’umanità in aumento: bisogna fermare questa violenza, così come tutte le guerre. Abbiamo visto le cicatrici aperte dalla guerra in Ucraina e nei Balcani. Siamo convinti che la pace non sia un sogno irrealizzabile, ma un processo concreto che richiede coraggio, giustizia e partecipazione. La pace è il primo dei diritti, un bene indivisibile. Deve essere di tutti, oppure non sarà di nessuno. La Carovana della Pace non è un gesto simbolico, ma una scelta politica e culturale cruciale: rimettere il lavoro, la dignità, la legalità e la comunità al centro, come strumenti per disarmare i cuori e costruire il futuro. Oggi più che mai, è necessaria una diplomazia delle persone, delle coscienze e delle comunità: noi delle ACLI vogliamo essere attori attivi in questo percorso”.

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