Accordo tra Trump e l’Unione Europea sui dazi
Domenica scorsa, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, hanno trovato una intesa riguardo alle tariffe che Trump intende applicare sui prodotti provenienti dall’Unione a partire dal 1° agosto: saranno fissate al 15%. Non sono ancora stati resi noti i dettagli riguardanti le specifiche categorie di merci interessate dall’accordo, riporta Attuale.
Il tasso del 15% è inferiore al 30% che Trump aveva proposto alcune settimane fa e decisamente lontano dal 50% inizialmente minacciato; tuttavia, si tratta di una percentuale superiore a quella che l’Unione Europea aveva previsto nel tentativo di trovare un compromesso e inoltre più alta dei dazi attualmente in vigore per il Regno Unito, che ammontano al 10%. Questo accordo è coerente con le politiche commerciali già attuate da Trump con altre nazioni, fra cui il Giappone.
Trump ha annunciato l’accordo dopo un incontro a Turnberry, in Scozia, con von der Leyen. Le trattative sono state complesse, poiché l’Unione Europea non aveva una posizione univoca per affrontare le pressioni del presidente statunitense; per questo motivo, i negoziati avevano registrato avanzamenti limitati nel tempo.
Il presidente americano aveva precedentemente dichiarato l’intenzione di istituire tariffe elevate su una vasta gamma di paesi il 2 aprile. Tuttavia, nell’arco di una settimana, tali piani furono modificati e infine sospesi in seguito al crollo dei mercati finanziari e al caos che stava colpendo il settore del commercio. Trump aveva promesso di raggiungere “90 accordi in 90 giorni”, con una scadenza originale fissata per il 9 luglio. Successivamente, questa è stata posticipata all’1° agosto, intimando varie nazioni attraverso missive nuove minacce per esercitare pressione e motivarli a negoziare.
Il contesto attuale evidenzia non solo le tensioni commerciali ma anche le strategie intraprese da Trump per ottenere risultati vantaggiosi per gli Stati Uniti. Le interazioni tra le nazioni, in particolare con l’Unione Europea, sono state influenzate da una varietà di fattori, tra cui la necessità di mantenere relazioni commerciali stabili durante un periodo di crescente incertezza economica. Inoltre, l’accordo potrebbe preludere a futuri sviluppi nelle politiche commerciali internazionali, indicando una possibile tendenza verso un protezionismo sempre più accentuato.