Belém si prepara per la COP30: trasformazioni in corso negli alloggi
In vista della trentesima Conferenza sul clima, Belém, una città amazzonica, affronta una grave carenza di alloggi per i numerosi delegati attesi a novembre. La località sta adottando approcci imprenditoriali intriganti, convertendo le camere dei suoi noti “love motel”, complete di pali per il pole dance e letti rotondi, in suite destinate ai rappresentanti internazionali. Con questa audace iniziativa, la città spera di attrarre diplomatici e scienziati, creando un ambiente che arricchisce la loro esperienza durante la conferenza. Come riportato, «alla Pousada Acrópole, la dicitura “motel” è stata sostituita con “locanda”, ristrutturando anche l’estetica esterna». Per riflettere l’operazione di aggiornamento, i motel stanno inoltre ampliando le loro offerta. Belém conta ora solo 18.000 posti letto per turisti, mentre le necessità per la COP30 superano i 50.000.
Negli preparativi, alcuni moteli stanno rimuovendo elementi troppo «erotici» dalle camere. Il proprietario del Motel Secreto afferma che «stiamo togliendo tutto ciò che è troppo provocante», mentre al Fit Motel sono stati eliminati i letti a forma circolare. Nonostante ciò, il Love Lomas mantiene alcune luci lampeggianti. I prezzi praticati variano notevolmente: si stimava che i costi per una camera standard andassero da $ 10 a $ 35 per un’ora, con suite premium che superano i $ 150. Tuttavia, durante il summit, i prezzi potrebbero lievitare fino a $ 650 a notte.
Il governo brasiliano, con l’auspicio di essere un leader nel multilateralismo, è tuttavia sotto pressione. La COP30 ha il potenziale di rivelarsi la “COP più esclusiva” di sempre, con timori che i Paesi più colpiti dalla crisi climatica, come le nazioni africane, possano essere gravemente sottorappresentati. Il governo ha promesso alloggi a costi entro i $ 220 a notte per alcuni dei Paesi a basso reddito, ma le lamentele per la scarsità di strutture accessibili persistono.
In un approccio alternativo, molte camere destinate ai delegati si troveranno su due navi da crociera, appositamente noleggiate e ancorate nel porto di Outeiro, a breve distanza dalla sede della conferenza. Queste imbarcazioni offriranno 3.900 cabine, inizialmente per 98 delle più piccole nazioni in via di sviluppo, con ulteriori posti che verranno messi sul mercato successivamente a prezzi esorbitanti.
A differenza di altri rappresentanti delle lobby petrolifere, molti Paesi faticano a coprire le spese per la loro partecipazione alla conferenza. Le Nazioni Unite supportano le spese di un massimo di tre delegati per nazioni più povere, ma il budget ufficiale giornaliero è battezzato a soli $ 149, che non comprende neanche le spese per il vitto e il trasporto. Nonostante ciò, il costo complessivo per partecipare alla COP30 è esorbitante, rendendo difficile la partecipazione per molte delegazioni.
Inoltre, le navi da crociera emettono ingenti quantitativi di CO2, addizionando un ulteriore paradosso ai temi di sostenibilità affrontati durante la conferenza. Questi scafi, MSC Seaview e Costa Diadema, emettono oltre 140.000 tonnellate di anidride carbonica equivalente all’anno, superando le emissioni di intere nazioni insulari del Pacifico. Questo solleva interrogativi sulla vera natura degli sforzi di sostenibilità di un evento che si prefigge di tracciare un futuro ecologicamente responsabile.
In un contesto così complesso, chissà se l’ambiente rilassato che attende i diplomatici di Belém riuscirà a favorire accordi decisivi sul clima. Forse, la necessità di equilibrio tra l’accoglienza e l’accesso non solo agli alberghi, ma a esperienze durature nella lotta per un mondo migliore, rimarrà una questione centrale nelle discussioni.
In questo scenario particolare e critico, riporta Attuale.