Tajani respinge la lista Zaia: “Causa solo confusione”

29.07.2025 05:45
Tajani respinge la lista Zaia: "Causa solo confusione"

Confusione nelle Candidature Regionali: La Situazione nel Centrodestra

Il clima nel centrodestra è particolarmente teso in merito alle candidature delle Regionali, così come riguardo agli equilibri interni che devono emergere dalle attese decisioni dei leader politici. Recentemente, ha preso la parola il leader azzurro e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per criticare fermamente l’idea di presentare una lista Zaia in Veneto, sottolineando che tale mossa genererebbe solo confusione. Tajani ha affermato: “Se decide di fare una sua lista, è un problema della Lega”, attribuendo quindi a Salvini la responsabilità della candidatura di Luca De Carlo, senatore di Pieve di Cadore, in pole position per Palazzo Balbi.

Salvini, dal canto suo, preferisce guadagnare tempo, promettendo di concentrarsi sul risultato finale per “garantire il buon governo del Veneto”. Tuttavia, è evidente che saranno necessari ulteriori giorni prima di giungere a una decisione finale. Potrebbe verificarsi un terzo incontro tra i leader – dopo i due precedenti senza esito – già stasera o domani, con la partecipazione di Tajani, Salvini e Lupi, presso la residenza del presidente del Consiglio, rientrato dall’Etiopia. La questione centrale rimane la situazione in Veneto, mentre potrebbe venire affrontata anche la questione campana, dove il meloniano Edmondo Cirielli continua a essere il candidato più accreditato, specialmente dopo una lieve frenata di De Luca su Fico.

La questione cruciale riguarda Zaia. Tajani appare consapevole che il potenziale elettorale di una lista Zaia non si limiterebbe ai soli sostenitori della Lega, ma coinvolgerebbe anche gli alleati di Forza Italia e FdI. D’altro canto, Zaia sostiene che non permettere la presentazione della propria lista civica sarebbe un errore, in quanto questa potrebbe massimizzare i voti per il centrodestra, attirando anche quegli elettori che solitamente non votano i partiti della coalizione o che si astengono dal votare. La decisione finale sarà influenzata dai sondaggi interni, e la responsabilità della scelta ricadrà sulla Meloni, che tenderà probabilmente a favorire un candidato del suo partito in Veneto, lasciando dunque incompiuta la questione di Salvini e garantendo una compensazione adeguata a Zaia per rinunciare alla sua lista.

In sostanza, ci troviamo davanti a un complicato rebus, che rispecchia quanto sta accadendo nel campo largo. Le affermazioni del governatore uscente De Luca hanno messo in discussione la candidatura dell’ex presidente M5s della Camera, Roberto Fico, per la guida della Regione. Questa manovra si ripercuote sul progetto di campo largo per le altre regioni in preparazione delle elezioni, inclusa la Puglia, dove le incertezze di Andrea Decaro (Pd) rallentano il processo di definizione di una strategia. Tuttavia, nel centrosinistra, parecchi ritengono che la mossa di De Luca sia stata strategica, mirata a rivendicare un ruolo nazionale in vista del suo possibile addio alla presidenza della Campania, senza ostacolare realmente la candidatura di Fico. Infine, è significativo notare che le dichiarazioni di De Luca hanno, in modo indiretto, rafforzato la posizione di Matteo Ricci (Pd) nelle Marche e stabilizzato l’ipotesi di conferma di Eugenio Giani per la Toscana. Giusto ieri, Giuseppe Conte ha anche affermato che “un avviso di garanzia non è una condanna”. Tale affermazione è stata interpretata come una rassicurazione, giunta dopo le dichiarazioni di De Luca. In sintesi, il quadro politico è complesso e l’equilibrio delle coalizioni viene influenzato da quanto avviene in ogni Regione. Se il campo largo dovesse vacillare, è probabile che anche gli equilibri nelle altre regioni vengano messi a rischio, riporta Attuale.

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