La misteriosa morte di Celeste Pin: indagini riaperte e testimonianze inquietanti
Firenze, 29 luglio 2025 – “Celeste teneva molto alla sua immagine e ai suoi figli, non avrebbe mai fatto un gesto così plateale”. Questa è la convinzione di Elena Fabbri, che ha condiviso gran parte della sua vita con l’ex calciatore di Fiorentina, Perugia e Verona, Celeste Pin, trovato senza vita nella sua villa in collina sopra Firenze martedì scorso. Nonostante l’inchiesta della procura fosse orientata verso l’ipotesi del suicidio, Elena non è convinta di questa ricostruzione e ha presentato una denuncia alla polizia, riaccendendo l’interesse per il caso. Domani, il pubblico ministero Silvia Zannini disporrà l’autopsia, precedentemente non eseguita. Nel frattempo, gli investigatori hanno fatto un nuovo sopralluogo nella dimora dell’ex difensore viola, con la possibilità di sequestrare elementi che non erano stati acquisiti in precedenza. Uno dei figli di Celeste, Jonis, ha incaricato l’avvocato Mattia Alfano di richiedere approfondimenti per dissipare le incertezze che affliggono la madre, riporta Attuale.
Signora Fabbri, cosa la porta a escludere il suicidio del suo ex marito?
“Celeste avrebbe potuto assumere i farmaci con cui si curava e morire sul divano. Eppure ha scelto un metodo che, data la sua abilità manuale, dubito sapesse usare”.
Celeste aveva problemi di salute?
“Sì, soffriva di depressione, ma era consapevole della sua condizione. Quando la malattia si manifestava, prendeva i giusti farmaci e continuava a vivere normalmente: trascorreva tempo con gli amici, giocava a calcetto, appariva in televisione e si impegnava in attività benefiche. Aveva trovato un equilibrio. Amava i suoi tre figli in maniera incondizionata, perciò non riesco a spiegarmi un simile gesto”.
Come stava Celeste in questo periodo?
“Stava bene, nulla faceva presagire a un simile atto. Ecco perché trovo tutto ciò incredibile”.
Nel suo racconto, lei ipotizza l’omicidio. Ci sono voci di una telefonata ricevuta giorni prima che lo avrebbe turbato. Chi avrebbe potuto volergli male?
“Non ho idea di chi potesse provare rancore nei suoi confronti, ma richiedo che il suo cellulare venga analizzato. Celeste lavorava nel settore immobiliare e conosceva molte persone; gestiva affari rilevanti, anche all’estero. Voglio sapere cosa è realmente accaduto”.
“Se l’autopsia confermerà la tesi del suicidio, rimane da valutare quella dell’istigazione”, aggiunge l’avvocato Alfano.
Le indagini continuano a destare l’attenzione pubblica, rivelando un quadro articolato e misterioso, oltre a interrogativi inquietanti che si aggirano attorno alle ultime ore di vita di Celeste Pin. In attesa delle risultanze scientifiche e delle indagini più approfondite, la famiglia chiede giustizia e chiarezza, rimanendo in allerta per ogni possibile sviluppo.
La situazione solleva importanti riflessioni sulla salute mentale e il supporto necessario per chi, come Celeste, ha combattuto contro la depressione, mettendo in evidenza l’importanza di affrontare con sensibilità e serietà temi così delicati.
Il caso di Celeste continua a far discutere, accentuando le problematiche legate alla salute mentale nel mondo dello sport e oltre, invitando alla riflessione collettiva sulle vulnerabilità e le sfide che molti possono affrontare quotidianamente.