Mosca alla ribalta a Ginevra: proteste per la presenza di Matvienko al vertice globale dei parlamenti

29.07.2025 12:00
Mosca alla ribalta a Ginevra: proteste per la presenza di Matvienko al vertice globale dei parlamenti
Mosca alla ribalta a Ginevra: proteste per la presenza di Matvienko al vertice globale dei parlamenti

Rappresentanti russi sanzionati accolti al vertice del UIP a Ginevra

Dal 28 al 30 luglio 2025, la presidente del Consiglio della Federazione russa, Valentina Matvienko, ha preso parte al vertice globale delle donne leader dei parlamenti, svoltosi a Ginevra sotto l’egida dell’Unione interparlamentare. Nonostante sia sotto sanzioni personali imposte da vari Paesi occidentali — inclusa la Svizzera — Matvienko ha ricevuto un’autorizzazione speciale e un visto temporaneo per entrare nel Paese ospitante, con l’argomentazione che, in quanto Stato accogliente dell’evento, la Confederazione Elvetica era obbligata a garantire la presenza di tutte le delegazioni.

Insieme a Matvienko, anche altri membri della delegazione ufficiale russa — tra cui il vicepresidente del Consiglio della Federazione Konstantin Kosachev, il vicepresidente della Duma Pyotr Tolstoy e il capo della Commissione Esteri Leonid Slutsky — hanno potuto partecipare, nonostante siano anch’essi sottoposti a sanzioni internazionali per il loro coinvolgimento diretto nella propaganda di guerra del Cremlino e nel sostegno all’invasione russa dell’Ucraina.

Il volo attraverso lo spazio aereo italiano solleva interrogativi

Un altro aspetto controverso riguarda il viaggio stesso della delegazione: il jet governativo russo è giunto a Ginevra passando per lo spazio aereo italiano, nonostante Roma fosse pienamente consapevole dell’identità dei passeggeri. L’autorizzazione concessa da parte italiana ha generato forti reazioni nel contesto europeo, con critiche verso quella che viene percepita come una concessione diplomatica inaccettabile a rappresentanti di uno Stato aggressore, coinvolti nella giustificazione e copertura dell’invasione armata dell’Ucraina.

Retorica superata e accuse infondate nel discorso di Matvienko

Durante il suo intervento, Matvienko ha evitato qualsiasi riferimento agli attuali colloqui di pace tra Mosca e Kyiv mediati a Istanbul, preferendo invece riesumare la narrazione russa degli anni 2014–2021. Ha accusato il governo ucraino di essere salito al potere tramite un colpo di Stato, ha parlato di “nazisti al potere a Kyiv” e ha rilanciato l’affermazione infondata secondo cui il “regime ucraino” avrebbe deliberatamente massacrato civili nel Donbas, in particolare bambini. Si tratta di un repertorio propagandistico ormai screditato dalla maggior parte degli osservatori internazionali.

Nel 2023, Matvienko si era già distinta per aver inviato un report pseudoscientifico ai parlamenti di tutto il mondo, sostenendo che in Ucraina esistessero 50 bio-laboratori segreti sponsorizzati dal Pentagono, dove sarebbero stati sviluppati “zanzare da combattimento” e altri vettori biologici come zecche e pidocchi.

Critiche per la legittimazione politica dei crimini russi

La presenza a Ginevra di una figura centrale nella macchina legislativa che ha legalizzato l’invasione dell’Ucraina suscita indignazione tra analisti e osservatori. La stessa Valentina Matvienko aveva votato a favore dell’uso delle forze armate russe all’estero e, secondo vari documenti ufficiali, ha svolto un ruolo attivo nel garantire l’unanimità parlamentare sul tema.

Per molti, la piattaforma offerta dall’UIP alla delegazione russa — sotto la copertura di un incontro multilaterale per “pace, giustizia e prosperità” — rappresenta una clamorosa contraddizione. Le proteste non si sono fatte attendere: parlamentari e diplomatici europei hanno denunciato l’evento come una legittimazione indiretta della politica aggressiva del Cremlino, accusando la Svizzera di perseguire una “diplomazia della debolezza” che Mosca interpreta come segno di permissività.

Un precedente pericoloso per la neutralità svizzera

L’episodio mette in discussione il ruolo della Svizzera come Stato neutrale e garante del diritto internazionale. Offrire visibilità a rappresentanti accusati di crimini di guerra e sanzionati dalla comunità internazionale, seppure per motivi di protocollo, potrebbe minare la credibilità di Ginevra come piattaforma diplomatica imparziale. In un momento in cui la guerra in Ucraina continua a mietere vittime, concedere spazio a chi ha contribuito attivamente alla sua giustificazione appare quanto meno controproducente per gli obiettivi dichiarati dell’Unione interparlamentare.

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