La crescente influenza della Cina nelle università britanniche
Un incontro quasi segreto ha avuto luogo all’università di Cambridge, dove si sono riuniti i leader delle industrie di Stato cinesi insieme ai dirigenti delle principali aziende britanniche e europee. Questo evento, denominato China executive leadership programme, si è svolto all’interno del Jesus College, noto per i suoi forti legami con Pechino, e ha assunto una nuova rilevanza alla luce dei recenti cambiamenti geopolitici, riporta Attuale.
La partecipazione è stata impressionante, con la presenza di rappresentanti cinesi provenienti da settori chiave come aviazione, energia, mineraria e comunicazioni, riflettendo il potente legame tra economia e politica nel paese asiatico. Dall’altra parte, figuravano nomi noti come il presidente di Shell e il ceo di Nestlé, tra gli altri, evidenziando l’importanza strategica di un simile raduno, paragonabile ad incontri delle elite internazionali come il Gruppo Bilderberg.
Data la delicatezza della situazione, la conferenza si è tenuta rigorosamente a porte chiuse, senza tracce nei media. Questo è particolarmente significativo in un momento in cui l’influenza cinese nelle università britanniche è oggetto di accesi dibattiti. Negli ultimi anni, gli atenei del Regno Unito hanno ricevuto circa 60 milioni di euro in finanziamenti cinesi, con Cambridge e Oxford tra i principali destinatari. Quest’ultima ha ottenuto supporto anche da entità legate al governo cinese, suscitando preoccupazioni tra gli esperti e politici.
Secondo Sir Iain Duncan-Smith, ex leader conservatore, molte università britanniche sono diventate dipendenti dai fondi cinesi, il che porta a una deriva verso l’accettazione delle posizioni cinesi. Egli sottolinea che la Cina mira a raccogliere informazioni sensibili attraverso questi legami, considerate le relazioni di intelligence tra Regno Unito e Stati Uniti.
Il professor Patrizio Bianchi, unico italiano presente al Celp, ha riconosciuto le controversie legate alla partecipazione. Ha affermato che la sua presenza al programma è volta a ottenere una visione diretta del panorama cinese, evitando di fare affidamento su informazioni indirette. Rabile è come i rappresentanti cinesi stiano diventando sempre più consapevoli della loro superiorità tecnologica, cercando di persuadere i leader europei a schierarsi contro gli Stati Uniti e avvicinarsi alla Cina.
Bianchi ha evidenziato che il mercato cinese è insostituibile per le aziende europee e, di conseguenza, il piano cinese di influenza in Europa sembra portare a risultati positivi. Questo porta a un approccio multipolare che, secondo Bianchi, rappresenta un’opportunità da non sottovalutare, nonostante le avvertenze riguardo alla cautela necessaria nei confronti del regime di Pechino.
Tuttavia, Londra ha un atteggiamento prudente riguardo alla Cina. Un recente rapporto strategico sulla difesa ha definito il paese come una “sfida sofisticata e persistente”, un termine che suggerisce non solo opportunità, ma anche rischi significativi che gli atenei, come Cambridge, dovrebbero prendere in considerazione.