Sparatoria a New York: l’ex atleta che è diventato un killer

30.07.2025 00:55
Sparatoria a New York: l'ex atleta che è diventato un killer

Il dramma di Shane Tamura e la sua lotta con la NFL

Shane Dave Tamura, noto come l’assassino di Park Avenue, aveva una passione profonda per il football. In gioventù, ha ottenuto vari riconoscimenti in questo sport, ma col tempo il football si è trasformato nel suo “Problema”. Tamura attribuiva i suoi seri problemi mentali, compresa una possibile encefalopatia traumatica cronica (CTE), agli infortuni subiti durante le partite. Così, ha considerato la National Football League come un nemico da combattere. Simile a altri perpetratori di atti di violenza, ha cercato un bersaglio, approdando nel cuore di New York, purtroppo sbagliando ascensore e aprendo il fuoco negli uffici della Rudin, riporta Attuale.

Originario delle Hawaii, Shane è cresciuto in California, dove ha intrapreso una carriera sportiva promettente. A Santa Clarita, la sua abilità veniva lodata e notata dai media. I suoi successi lo portavano a essere il miglior giocatore della partita più volte, ma nonostante fosse apprezzato dall’allenatore e dai compagni, non manifestava ambizioni e il suo percorso si è interrotto, probabilmente a causa della malattia.

I racconti affermano che dopo un periodo di felicità, la vita di Shane ha preso una piega oscura. Impiegato come guardia privata a Las Vegas, ha avuto facile accesso alle armi mentre alimentava la sua rabbia contro la NFL. Un odio profondo e crescente nei confronti di quella che percepiva come una macchina che lo schiacciava si è espresso con un lungo viaggio in auto verso New York, culminando in un attacco armato con un fucile AR-15. Prima di sparare all’ingresso del palazzo, proseguì al 33esimo piano dove si tolse la vita.

Attualmente, gli investigatori e gli esperti stanno esaminando il passato di Tamura, tanto nella vita quotidiana quanto nelle sue esperienze nel football. Nei registri della polizia emerge una sola denuncia per un reato minore, ritirata in seguito. Tuttavia, il suo dossier sportivo è significativo. In particolare, Tamura ha giocato nella posizione più rischiosa, quella di running back, un ruolo di contatto che viene associato a molte tragiche storie di ex giocatori. Per esempio, Andre Waters e Junior Seau hanno entrambi commesso suicidio, mentre Dave Duerson, un celebre atleta degli anni ’80 e ’90, ha chiesto che il suo cervello fosse studiato per CTE, richiesta confermata dall’autopsia successiva.

La vicenda di Shane ricorda tristemente quella di Phillip Adams, un ex giocatore che nel 2021 ha ucciso cinque persone prima di togliersi la vita. Anche in questo caso, l’analisi post-mortem ha rivelato danni cerebrali associati all’encefalopatia traumatica.

La NFL ha a lungo negato l’esistenza del problema della CTE. Solo nel 2016, in seguito a una class action da parte degli ex giocatori, la lega ha riconosciuto la correlazione tra il football e la sindrome. Negli ultimi dieci anni, la NFL ha investito centinaia di milioni di dollari per sviluppare nuove tecnologie per i caschi. Dal 2023, inoltre, tutti i giocatori sono obbligati a indossare imbottiture protettive durante gli allenamenti.

I casi di commozione cerebrale sono in calo, ma durante l’ultima stagione ne sono stati registrati ben 182, un dato allarmante considerando che un giocatore su dieci ne ha sofferto, nonostante le squadre abbiano accesso a attrezzature avanzate. Infatti, possono beneficiare dell’assistenza di medici e specialisti, una fortunate opportunità che Tamura, durante il liceo, non ha mai avuto.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere