Terremoto nella Penisola della Kamchatka
La penisola della Kamchatka, una regione remota nell’estremo oriente della Federazione Russa, ha recentemente vissuto un terremoto di grande intensità. Questo territorio, lungo 1200 chilometri e bagnato dall’Oceano Pacifico e dal Mare di Ochotsk, è abitato da circa 300mila persone, la maggior parte delle quali di etnia russa. È conosciuta come una terra di fuoco e ghiaccio, isolata dal resto del paese e senza vie di comunicazione stradali con la Russia continentale, riporta Attuale.
Questa regione si distingue per la sua straordinaria attività vulcanica, tanto da essere riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Con oltre 160 vulcani, di cui circa una trentina ancora attivi, la Kamchatka è una delle aree più sismicamente attive del pianeta. La vetta del Klyuchevskaya Sopka, che raggiunge un’altezza di 4.750 metri, svetta su un panorama di lava, nebbie e ghiacciai. Nelle sue vicinanze, la famosa Valle dei Geyser emette vapori e acque termali in un’esibizione naturale raramente accessibile, considerando sia i costi proibitivi sia le difficoltà logistiche per arrivarci.
Per raggiungere la Kamchatka, è necessario un volo di almeno 8 ore da Mosca, atterrando a Petropavlovsk-Kamčatskij, l’unica città di una certa rilevanza della regione. Il territorio si presenta come un mosaico di tundra, foreste e catene montuose, habitat di una fauna selvatica ricca, in cui gli orsi bruni superano di gran lunga il numero degli abitanti. Senza ferrovie o autostrade che lo colleghino al resto della Russia, la penisola è di fatto un’isola.
In passato, a causa della sua strategica importanza militare e della vicinanza agli Stati Uniti, l’accesso alla regione era severamente limitato sia agli stranieri che ai cittadini russi fino agli anni ’90. Quest’area si prestava bene alla creazione di basi sottomarine, radar e silos nucleari, e alcune zone rimangono ancora oggi inaccessibili. Tuttavia, la Kamchatka sta tentando di reinventarsi: il turismo di nicchia sta iniziando a prendere piede, attirando un numero limitato di avventurieri disposti a immergersi nella bellezza naturale di questa terra, grazie alle opportunità offerte dal trekking vulcanico, dalla pesca estrema e dall’osservazione di fauna selvatica. Tuttavia, l’economia locale continua a rimanere fragile, sostenuta principalmente dalla pesca e dai sussidi governativi.