
Strategie Europee e Loro Limiti
Si è concluso il colloquio tra Trump e von der Leyen riguardo ai dazi, notevolmente ridotti in cambio di forniture di petrolio e armi statunitensi. Subito dopo, è iniziato il consueto scaricabarile, con accuse rivolte alla presidente della Commissione Ue, quasi che trovare un capro espiatorio possa assolvere le proprie responsabilità. Tuttavia, il vero nodo è un altro: si cela dietro l’ambiguità e la miopia della politica italiana ed europea. La critica superficiale nasconde la reale origine del problema; deriva dall’assenza di una visione strategica che perdura da decenni.
L’Europa si illude di essere una potenza industriale senza dotarsi delle fondamenta necessarie: manca di autonomia energetica, d’approvvigionamento di materie prime e di infrastrutture moderne. L’esplorazione del sottosuolo è stata abbandonata, così come si è rinunciato a risorse come le terre rare, l’idrogeno e nuovi giacimenti di gas e petrolio, tutto in nome di un ambientalismo di facciata. I nostri porti, aeroporti e autostrade sono ancorati a logiche superate, mentre innovazione e istruzione continuano a restare belle promesse mai realizzate. Di fronte alle difficoltà, si risponde solo con sussidi generici, una soluzione che lenisce ma non risolve i problemi, accrescendo l’agonia.
Il mondo intanto avanza velocemente. Russia e Cina stanno ridisegnando gli equilibri globali, e gli Stati Uniti, facendo valere il loro potere, limitano il loro coinvolgimento militare in Europa. E noi? Siamo divisi, incerti e incapaci di costruire ciò che realmente serve: uno Stato federale europeo, forte e indipendente. Ritardare decisioni per interessi di bottega o per compiacere potenze che ci preferiscono fragili è un’affronto al nostro avvenire. Al centro delle forze politiche persiste la convinzione di affrontare questioni di portata globale all’interno delle piccole e inadeguate dimensioni nazionali. Il negoziato con Trump non rappresenta di per sé uno scandalo, ma è il prezzo che deve pagare un continente che ha smesso di prendere decisioni. Solo affrontando questa realtà con coraggio potremo evitare di rimanere semplici osservatori indignati dopo il fatto, riporta Attuale.