Roma, 1 agosto 2025 – Il pesce scorpione non è l’unico animale di cui tenere conto: quali altre specie aliene invasive richiedono attenzione nel Mediterraneo? E quali problematiche possono derivarne per l’uomo? Lo abbiamo chiesto a Daniele Manno – The remote paramedic – con esperienza in ambienti estremi e nei fondali marini mediterranei, che si stanno sempre più tropicalizzando a causa dei cambiamenti climatici, riporta Attuale.
Pesce scorpione-leone: le precauzioni
Quali rischi per l’uomo sono associati a incontri inaspettati con il pesce scorpione? Le opinioni variano, ci sono coloro che rassicurano e chi, invece, mette in evidenza i pericoli. “Dobbiamo chiarire – afferma Manno – che non dobbiamo pensare che questi pesci stiano aspettando noi. Tuttavia, è possibile che chi nuota non se ne accorga immediatamente. A Cuba ho fotografato il pesce scorpione in acque anche poco profonde, mentre qui in Italia non ho ancora avuto l’opportunità di incontrarlo, sebbene Francesco Tiralongo, docente all’Università di Catania, mi abbia riferito che è ormai frequentemente avvistato in Sicilia. Non si tratta di un pesce di profondità e la sua protezione è garantita dai pungenti aculei. È pertanto necessario prestare attenzione.”
Che cosa provocano gli aculei
Gli aculei del pesce scorpione sono velenosi, come evidenziato da Manno, “la tossina provoca un dolore intenso che si manifesta rapidamente. Di solito, come con altre specie come le tracine, il disagio può iniziare da mezz’ora fino a 90 minuti dopo la puntura. Tuttavia, come sottolineo nei miei corsi, le regole rigide non sempre si applicano. È cruciale la reazione dell’individuo, che può fare una notevole differenza. Inoltre, la reazione varia in base a quanta tossina è stata inoculata, determinando l’intensità del dolore e l’evoluzione della situazione. Non dimentichiamo che, essendo la tossina un agente estraneo per il nostro organismo, potrebbe anche indurre una reazione anafilattica, con potenziali difficoltà respiratorie in acqua.”
Pesce scorpione, la scoperta dell’acqua calda
Un punto cruciale da tenere presente, secondo Manno, è che “tutte queste tossine sono termolabili”, pertanto un efficace rimedio consiste nel mantenere la parte colpita in acqua calda a una temperatura tra i 40 e 45 gradi per il più lungo tempo possibile. Sulle spiagge affollate, la sabbia può raggiungere anche i 60 gradi, offrendo quindi un rimedio immediato per alleviare il dolore intenso.
Tracine e meduse: cosa fare
Tra i pesci che possono provocare seri danni sanitari all’uomo, spiccano le “tracine e le meduse”, ricorda Manno. Sono quattro le specie di tracine che si trovano nel Mediterraneo e si tratta di pesci molto territoriali. In realtà, non è corretto dire che fuggano sempre, poiché possiedono aculei a lato delle branchie e possono pungere lateralmente.
Pesce palla e tossina mortale
Tuttavia, esiste un’altra creatura marina, il pesce palla, che può causare danni significativi e persino la morte. È già stato segnalato dall’Ispra nella campagna ‘Attenti a quei quattro’. “Insieme a Tiralongo abbiamo realizzato un video per spiegare gli effetti – precisa Manno. La carne di questo pesce contiene una tossina che non si altera con il calore ed è estremamente velenosa senza antidoto. Perciò, pur non essendo sempre scontato, chi ne consuma può rimanere vittima di effetti letali.”
Il consiglio per un Mediterraneo sempre più tropicalizzato
Per chi frequenta il Mediterraneo, un mare sempre più tropicalizzato, qual è il consiglio fondamentale? “Bisogna essere consapevoli che questi animali possono essere presenti, prestare attenzione è essenziale. Certo, non siamo in Australia, ma stiamo iniziando a notare l’emergere di specie che possono comportare rischi.”