Disturbi del sonno e tumori: esiste un legame? Scopri perché contare le pecore può aiutare

03.08.2025 07:55
Disturbi del sonno e tumori: esiste un legame? Scopri perché contare le pecore può aiutare

Problemi di sonno: un fenomeno in crescita in Italia

Roma, 3 agosto 2025 – Ci sono relazioni significative tra disturbi del sonno e tumori? E collegamenti tra la mancanza di riposo e l’aumento di peso? Inoltre, perché si raccomanda di contare le pecore e quali sono i suggerimenti utili prima di addormentarsi? Un’analisi sui comportamenti notturni degli italiani rivela che il 10% della popolazione soffre di insonnia cronica, secondo un’indagine realizzata dalla società scientifica in collaborazione con i medici di famiglia. Questo disturbo, spesso trascurato, colpisce il 50% dei pazienti con altre patologie, spesso senza una consapevolezza totale. Questo è quanto dichiarato da Lino Nobili, presidente dell’Accademia italiana di medicina del sonno.

Se un paziente sperimenta difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno almeno tre volte a settimana per oltre tre mesi, allora ci si trova di fronte all’insonnia cronica. Il professore Nobili chiarisce che la qualità del sonno ha ripercussioni significative durante la giornata, influenzando concentramento, irritabilità e stanchezza. Spesso, le persone trascurano questi sintomi, ponendo in discussione il loro impatto.

È noto che si può soffrire di insonnia transitoria in risposta a eventi esterni, come traumi o dolori. Tuttavia, se questo disturbo si prolunga e influisce negativamente sulla vita quotidiana, è fondamentale affrontarlo per prevenirne un’ulteriore degenerazione. La società scientifica italiana per le malattie respiratorie infantili ha recentemente segnalato che almeno 2-3 bambini su 10 sotto i due anni soffrono di insonnia e il 12% dei bambini in età prescolare può presentare problemi di sonno.

Un mito da sfatare è l’idea che è possibile recuperare il sonno nel fine settimana. Gli esperti avvertono che la costanza è fondamentale, poiché un ritmo regolare è essenziale per il benessere umano. Nobili avverte che gli insonni tendono a restare a letto più a lungo, pensando erroneamente che questo possa migliorarne la condizione. In realtà, si dovrebbero applicare tecniche comportamentali che prevedano la riduzione del tempo speso a letto in modo da rendere l’orario di sonno più efficiente.

Il problema dell’insonnia tra gli adolescenti è allarmante. Molti giovani sono coinvolti in attività come l’uso eccessivo dei social media prima di dormire, cosa che complica ulteriormente il riposo. I ragazzi spesso affrontano una deprivazione da sonno proprio quando hanno bisogno di energia per affrontare le loro giornate. Alessandro Cicolin, esperto in disturbi del sonno, evidenzia come tale deprivazione possa compromettere le capacità cognitive e il rendimento scolastico.

Gli effetti dell’insonnia non riguardano solo il soggetto colpito, ma influiscono anche sulle relazioni, in particolare nei casi di apnee del sonno o terrori notturni, dove un partner può risultare disturbato. Inoltre, in situazioni di lavoro a turni, l’irregolarità del ritmo sonno-veglia può portare a gravi conseguenze per la salute, aumentano il rischio di malattie metaboliche e persino alcuni tipi di cancro.

Un altro aspetto interessante è il legame tra disturbi del sonno e alimentazione, con ricerche che suggeriscono come un sonno insufficiente possa alterare gli ormoni legati all’appetito. Questo porta spesso a un aumento di peso e a un’alimentazione disordinata, soprattutto tra coloro che soffrono di insonnia o della sindrome delle gambe senza riposo.

Per migliorare il sonno, il professor Nobili raccomanda tre cose: stabilire una routine serale, leggere prima di dormire per distaccarsi dalle attività quotidiane e garantire un ambiente favorevole. Importante è anche evitare di coricarsi se non si è realmente stanchi. La raccomandazione di contare le pecore, sebbene possa sembrare banale, serve per distogliere la mente dai pensieri ansiosi che affollano la mente del sonno.

Infine, riguardo le ore di sonno raccomandate, in età adulta si suggerisce una media di 7-8 ore, mentre variabilità può esser presente in funzione delle singole esigenze. La complessità della questione del sonno richiede attenzione al fine di promuovere la salute mentale e il benessere generale, un affare collettivo da affrontare con consapevolezza e serietà. Riporta Attuale.

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