Il piano russo per assassinare il CEO di un’azienda tedesca di armamenti

05.08.2025 14:45
Il piano russo per assassinare il CEO di un'azienda tedesca di armamenti

Il complotto russo contro Armin Papperger: una minaccia che si concretizza

Oltre un anno fa, i servizi segreti statunitensi avvisarono la Germania di un piano orchestrato dalla Russia mirato all’assassinio di Armin Papperger, CEO della Rheinmetall, una delle aziende leader nel settore della produzione di armi in Europa. Il complotto per eliminare un dirigente di un paese dell’Unione Europea si inseriva nel contesto della “guerra ibrida” avviata dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, un insieme di strategia che comprende sabotaggi, disinformazione e attacchi non convenzionali contro obiettivi nemici, riporta Attuale.

Papperger rappresenta una figura chiave; la Rheinmetall ha avviato collaborazioni con il governo ucraino di Volodymyr Zelensky e oggi gode di una protezione simile a quella di un capo di stato, con un valore di mercato che è aumentato notevolmente dall’inizio del conflitto.

Un’approfondita inchiesta dell’agenzia Bloomberg ha analizzato le motivazioni alla base della designazione di Papperger come obiettivo del Cremlino. Lo studio ha messo in luce come un’azienda che originariamente stava considerando di abbandonare la produzione di armi sia diventata uno dei principali fornitori di materiali bellici in Europa. La cronaca di un incendio doloso in un capanno di Papperger è emersa come un primo segnale di una minaccia russa credibile sul suolo tedesco.

Rheinmetall, storicamente fondata nel 1889 per rifornire l’Impero tedesco di armamenti, ha una reputazione controversa: durante il periodo nazista, gestiva due settori di un campo di concentramento e impiegava lavoro forzato durante la Seconda guerra mondiale.

Papperger, ora 62enne, iniziò il suo percorso professionale nel 1990 come ingegnere, salendo rapidamente ai vertici dell’azienda. Nel 2010 entrò a far parte del gruppo dirigente nella divisione armamenti, mentre l’azienda diversificava la produzione includendo componenti per l’industria automobilistica. All’epoca, il settore civile generava più entrate di quello militare, che si concentrava principalmente su munizioni e veicoli militarizzati, la cui domanda futura appariva incerta.

Nel tentativo di esplorare nuovi mercati, nel 2011 Rheinmetall firmò un contratto da 120 milioni di euro con la Russia per costruire un centro di addestramento militare a Nizhny Novgorod. Questo progetto faceva parte della politica di Angela Merkel, che si basava sull’idea che il commercio potesse promuovere relazioni pacifiche con Mosca.

Dopo la Crimea, le circostanze cambiarono drasticamente. Il governo tedesco impedì la conclusione del centro di addestramento e Papperger, descritto come un workaholic, ristrutturò l’azienda concentrando il potere decisionale e ampliando la produzione anticipando una domanda che stava per esplodere.

L’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta il 27 febbraio 2022, stravolse il contesto. La Germania raddoppiò le spese militari, mentre Rheinmetall si assicurò contratti da oltre 40 miliardi di euro nell’ambito dell’aumento della necessità di armamenti.

Nel marzo 2023, Papperger visitò Kiev indossando una felpa con i colori nazionali ucraini per avviare una collaborazione con Ukroboronprom. Nel giugno successivo, l’azienda ricevette un ordine record da 8,5 miliardi di euro dall’esercito tedesco, principalmente per proiettili d’artiglieria, posizionandosi così al vertice del mercato della difesa europea.

La Rheinmetall si espanse enormemente, con quattro stabilimenti in Ucraina e un valore di mercato di 81 miliardi di euro. Tuttavia, la visibilità di Papperger lo trasformò in un obiettivo per Mosca, che lo colpì per il suo sostegno attivo all’Ucraina e per le sue dichiarazioni a favore di un riarmo europeo.

Il piano per assassinare Papperger emerse con evidenza in un episodio nell’aprile 2024, quando un incendio danneggiò la sua proprietà. Un’asserzione anonima su un forum accusava Papperger di lucrare sulla guerra, evidenziando l’influenza della sua figura nel conflitto.

Le indagini di polizia si rivelarono infruttuose e, nonostante l’assenza di prove solide, emerse che i servizi segreti statunitensi avevano avvisato quelli tedeschi su minacce concrete alla vita del CEO della Rheinmetall, indicando il potenziale uso di gruppi locali da parte della Russia nella sua strategia di guerra ibrida.

Successivamente, la regione vide un aumento di attività anomale, tra cui la presenza di droni scansionanti. Nonostante la sicurezza attuata intorno all’azienda e a Papperger, la minaccia non si è dissipata. Misure rigorose garantiscono la sua sicurezza, inclusi una protezione armata 24 ore su 24 e viaggi segreti.

La Russia ha intensificato le sue operazioni di guerra ibrida in Europa, riuscendo a colpire anche sul suolo europeo. Gli episodi di avvelenamento di dissidenti russi in Gran Bretagna e l’omicidio recente di un disertore in Spagna sottolineano l’ampiezza e la gravità della minaccia.

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