Crollo del grattacielo a Bangkok: 23 incriminati in Thailandia

07.08.2025 15:35
Crollo del grattacielo a Bangkok: 23 incriminati in Thailandia

Incriminate 23 Persone per il Crollo di un Grattacielo in Thailandia

Giovedì, in Thailandia, sono state formalmente incriminate 23 persone per il crollo di un grattacielo di Bangkok avvenuto durante un terremoto di magnitudo 7.7 il 28 marzo, il quale ha avuto epicentro in Myanmar, ma le sue scosse si sono fatte sentire anche nei paesi limitrofi. L’imponente edifico era ancora in fase di costruzione e il disastro ha provocato la morte di 95 persone, la maggior parte lavoratori del cantiere. I soggetti incriminati devono rispondere di violazione delle normative edilizie e di aver causato la morte delle vittime a causa di negligenza nella progettazione e realizzazione della struttura, riporta Attuale.

Il principale accusato in questo caso è Premchai Karnasuta, il presidente della compagnia di costruzioni Italian-Thai Development, una delle più grandi imprese edili thailandesi, il cui nome deriva dal fatto che uno dei fondatori era un imprenditore italiano. Karnasuta era stato arrestato a maggio, poiché le indagini precedenti avevano già rivelato gravi irregolarità nel corso del progetto. La realizzazione del grattacielo era il frutto di una collaborazione tra la sua azienda e China Railway Number 10, una sezione thailandese di una compagnia statale cinese.

Questa tragedia ha suscitato un ampio dibattito sulla sicurezza nei cantieri e sull’applicazione delle normative edilizie in Thailandia. Il crollo ha messo in luce le potenziali lacune nella sorveglianza governativa e nella responsabilità delle aziende edilizie. Molti esperti nel settore hanno sottolineato che incidenti come questo potrebbero essere evitati attraverso un rigoroso rispetto delle leggi e delle procedure di sicurezza.

Le autorità tailandesi hanno avviato apposite indagini per accertare le responsabilità e migliorare il sistema normativo dell’edilizia, al fine di salvaguardare la vita dei lavoratori. È fondamentale che vengano perpetrati controlli regolari e autonomi, affinchè simili tragedie non si ripetano in futuro. Alcuni attivisti per i diritti dei lavoratori hanno già chiesto riforme immediate e l’adozione di misure più severe per punire coloro che mettono a rischio la vita di altri.

Resta da vedere come verranno gestiti i procedimenti giudiziari e quali conseguenze rivestiranno per l’industria edilizia thailandese. Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di incidenti che hanno scosso la nazione, portando a una maggiore attenzione verso le norme di sicurezza e la responsabilizzazione degli imprenditori nel settore. Il crollo rappresenta non solo un fallimento nella gestione dei cantieri, ma anche un momento di riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo nelle pratiche edilizie in Thailandia e oltre.

In conclusione, i recenti sviluppi derivanti dalla tragedia di Bangkok sottolineano l’importanza di garantire che i progetti di costruzione siano condotti nel rispetto delle leggi e delle normative, per proteggere non solo i lavoratori, ma anche la società nel suo complesso da eventi devastanti come questo.

1 Comments

  1. Incredibile! Che tragedia! 95 vite perse e 23 persone incriminate… La sicurezza nei cantieri in Thailandia deve essere una priorità!!!! Non si può più tollerare la negligenza in un settore così cruciale… Spero che questa vicenda porti a cambiamenti reali, non solo a chiacchiere. Dobbiamo proteggere i lavoratori, non solo a parole ma con fatti concreti!!!

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