Putin e Trump si incontrano in Alaska: una vittoria per Mosca

12.08.2025 20:05
Putin e Trump si incontrano in Alaska: una vittoria per Mosca

Incontro tra Trump e Putin: una vittoria diplomatica per la Russia?

L’incontro programmato per venerdì in Alaska tra il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin potrebbe essere interpretato, al momento, come una vittoria diplomatica per la Russia. Ci sono molteplici fattori che hanno indotto analisti ed esperti a riconoscere questa interpretazione, riporta Attuale.

Un aspetto rilevante è la composizione dei partecipanti: solo Trump e Putin saranno presenti, con l’assenza annunciata del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dei leader europei, che avevano espresso il desiderio di un summit più ampio. La richiesta di un incontro bilaterale era stata formulata da Putin, evidentemente convinto di poter così esercitare una maggiore influenza su Trump e strappare condizioni più favorevoli. Tuttavia, Trump si è impegnato a un certo grado di coinvolgimento delle parti escluse: mercoledì parteciperà a una riunione online con i leader europei e Zelensky, a cui ha promesso di telefonare anche dopo il summit in Alaska.

Inoltre, incontrare Trump rappresenta un’importante opportunità per Putin, specialmente considerando che i rapporti tra i due avevano recentemente subito un deterioramento. Trump, infatti, aveva manifestato il suo disappunto per la mancanza di progressi nella risoluzione del conflitto ucraino, attribuendo parte della colpa a Putin, dopo aver già criticato Zelensky per vari mesi.

Tuttavia, ci sono scarse possibilità che dall’incontro emergano risultati concreti, poiché le forze russe stanno attuando progressi significativi nel Donbas e la conquista di Pokrovsk, un centro urbano cruciale, appare imminente. È difficile immaginare che Putin, il quale ha sempre rifiutato di accettare un cessate il fuoco con l’Ucraina, decida di modificare il suo approccio proprio mentre si avvicina a importanti vittorie militari.

Queste preoccupazioni non sono state solo sollevate da analisti; sono state amplificate – e talvolta distorte – dalla propaganda russa, che da giorni celebra l’incontro come un successo diplomatico straordinario. Tale narrazione enfatizza il fatto che l’esclusione di europei e ucraini dimostra che Putin non è isolato, ma anzi è ancora capace di esercitare influenza su Trump nonostante il recente raffreddamento delle relazioni tra i due.

La scelta dell’Alaska come sede del meeting è stata interpretata come una considerevole vittoria diplomatica. Secondo l’economista russo Dmitry Suslov, il luogo è “lontano dall’Europa e dall’Ucraina, e il più vicino possibile alla Russia”. Questo implica che Trump e Putin possano affrontare le questioni ucraino senza consultare il governo o la popolazione locale. Tale concezione riflette una visione di politica estera in cui stati grandi e influenti possono dominare su quelli più piccoli.

In aggiunta, l’Alaska porta con sé un forte simbolismo: era parte della Russia fino al 1867, quando fu ceduta agli Stati Uniti. Sam Greene, professore al King’s College di Londra, ha sottolineato come tali parallelismi storici possano servire alla strategia del regime russo, suggerendo che l’incontro potrebbe veicolare l’idea che i confini possano essere modificati e i territori possano essere oggetto di compravendita.

La propaganda russa ha inoltre tentato di attribuire all’incontro un valore commerciale che in realtà potrebbe essere assente. Il regime spera che la prospettiva di accordi commerciali possa motivare Trump a supportare le sue richieste, dato che questo è un tema che lo colpisce in modo particolare.

Kirill Dmitriev, inviato economico speciale di Putin, ha affermato che Mosca e Washington stanno conducendo negoziati commerciali su “binari paralleli”. Anche il consigliere di Putin, Yuri Ushakov, ha suggerito che l’incontro offre opportunità per investimenti “in Alaska e nell’Artico”. Tuttavia, è plausibile che questo possa mascherare la realtà che difficilmente emergeranno accordi politici significativi dall’incontro.

Nonostante ciò, vi è un certo scetticismo all’interno della Russia riguardo a questo summit. Diversi blogger militari russi, ben noti nel panorama della propaganda su Telegram, hanno descritto l’incontro come una sorta di trappola, suggerendo che l’Occidente potrebbe costringere Putin a negoziare un cessate il fuoco mentre l’offensiva russa sta guadagnando terreno.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere