Il ministro degli Esteri ha dichiarato al Corriere della Sera: «La nostra posizione è chiarissima, quel che accade a Gaza è inaccettabile. Stiamo facendo tutto il possibile per far sì che Israele fermi l’attacco», riporta Attuale.
«Con una dichiarazione congiunta sottoscritta dall’Italia, i leader di Stato e governo della Ue hanno concordato che la pace non può essere decisa senza l’Ucraina. Sosteniamo l’iniziativa di Trump, è un primo passo positivo verso la pace. È opportuno l’incontro Trump-Putin se può aiutare a distendere le relazioni. Tuttavia, per raggiungere un accordo, è necessario coinvolgere Kiev. Non è possibile trovare la pace senza i diretti interessati, russi e ucraini». Queste le affermazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo il capo della Farnesina, «l’Unione Europea deve essere una parte attiva nei negoziati, specialmente considerando le sanzioni inflitte alla Russia. La guerra in Ucraina è una questione che incide sulla nostra sicurezza», ha detto, ribadendo che «i principali obiettivi sono il cessate il fuoco e il supporto alla popolazione civile ucraina, che subisce pesanti attacchi da parte dell’esercito russo». «La Ue deve partecipare ai negoziati e la pace non può comportare una resa della Ucraina, questi sono i principi fondamentali. Noi difendiamo il rispetto del diritto internazionale e continueremo a sostenere le ragioni dell’Ucraina», ha aggiunto il ministro.
Quello che accade a Gaza è inaccettabile
«Stiamo facendo tutto il possibile affinché Israele interrompa l’attacco su Gaza. Abbiamo applicato sanzioni contro i coloni della Cisgiordania, condannato l’assassinio dei giornalisti di Al Jazeera e recentemente abbiamo firmato un appello con altri 28 Paesi rivolgendoci alle autorità israeliane, affinché venga garantita la sicurezza agli operatori umanitari e alle ONG per continuare il loro lavoro di distribuzione di beni alimentari», ha affermato il ministro degli Esteri. «La nostra posizione è chiara, quello che accade a Gaza è inaccettabile. L’opposizione parla, ma noi agiamo. Insieme a Turchia, Emirati e Qatar, siamo il Paese che ha accolto il maggior numero di malati da Gaza per fornire loro le cure, operazione non semplice e che comporta risvolti politici. Nelle ultime ore abbiamo inviato altre 350 tonnellate di farina e ne invieremo 100 nei prossimi giorni con l’Onu», ha aggiunto. Riguardo al riconoscimento della Palestina, il ministro ha dichiarato: «Noi siamo favorevoli, ma non possiamo riconoscere uno Stato che attualmente non esiste. Prima bisogna crearlo, perché oggi la Palestina non è realtà e non può essere Hamas il soggetto guida, ma l’Autorità nazionale palestinese. Abbiamo sempre sostenuto che per unire due realtà diverse con visioni contrapposte occorre una missione delle Nazioni Unite», ha concluso il responsabile della Farnesina.