Un cancelliere tedesco meno popolare del precedente

13.08.2025 11:15
Un cancelliere tedesco meno popolare del precedente

Primi 100 giorni di Friedrich Merz come cancelliere: tra sfide e critiche

Nei suoi primi 100 giorni da cancelliere, Friedrich Merz ha affrontato sfide notevoli che hanno causato un progressivo calo della sua popolarità. All’interno dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) e nella coalizione di governo con i Socialdemocratici (SPD), Merz ha dovuto gestire tensioni interne. Attualmente, il suo consenso è inferiore a quello del suo predecessore, Olaf Scholz, a seguito di un sondaggio che ha evidenziato un sostegno del 30% rispetto al 43% di Scholz nello stesso periodo. Questo esito, non previsto, sottolinea quanto fosse già difficile la situazione per il governo tedesco, come riporta Attuale.

Secondo il Süddeutsche Zeitung, la situazione del governo Merz ricorda la fragile coalizione semaforo di Scholz, composta da SPD, Liberali e Verdi, che si sono frequentemente scontrati. Nei primi giorni della sua gestione, Merz ha già sperimentato difficoltà, inclusa la prima votazione di fiducia in Bundestag, in cui non ha ottenuto la maggioranza necessaria, un evento senza precedenti nella recente storia tedesca. Soltanto al secondo tentativo è riuscito a completare l’iter, lasciando dietro di sé un’ondata di accuse reciproche tra CDU e SPD.

Le tensioni sono riemerse in modo chiaro quando, a luglio, la CDU ha fatto un passo indietro sulla nomina di Frauke Brosius-Gersdorf come giudice costituzionale, nonostante un accordo con la SPD. La campagna mediatica contro di lei, accusata di posizioni di sinistra, ha indotto i deputati della CDU a ritirarsi, costringendo Brosius-Gersdorf a ritirare la candidatura. Questa situazione ha generato una sfiducia significativa nelle istituzioni, come dichiarato dal presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier.

Recentemente, Jens Spahn, capogruppo della CDU, ha promesso un incremento della collaborazione all’interno della coalizione, chiarendo che il governo non è un “matrimonio d’amore”, ma un obbligo verso il successo del paese. D’altro canto, Merz è stato criticato per aver innalzato le spese pubbliche, in contraddizione con il rigore fiscale promesso durante la campagna elettorale. Il governo ha giustificato questa scelta come necessaria per maggiori investimenti e sicurezza nazionale.

A marzo, Merz aveva collaborato con SPD e Verdi per modificare la norma del “freno al debito”, che impone un pareggio di bilancio. Tale riforma ha portato a un bilancio per il 2025 con spese netti di 503 miliardi di euro. Tuttavia, la critica non si è placata e le conseguenze delle recenti politiche di bilancio hanno portato a un nuovo indebitamento di 143 miliardi.

Un ulteriore colpo alla sua reputazione è arrivato da una proposta di riduzione dei costi delle bollette elettriche, ridimensionata dal ministro delle Finanze Lars Klingbeil, che ha dovuto limitare la misura solo alle imprese, escludendo i consumatori privati, senza il consenso della CDU. Merz, pur attivo sul fronte internazionale con numerosi viaggi diplomatici, ha mostrato che la sua leadership interna è messa a dura prova. Le divisioni all’interno della CDU sono emerse chiaramente in materia di politica estera, portando alcuni critici a definirlo “cancelliere degli affari esteri”.

La sua relazione con Donald Trump ha suscitato interesse, poiché Merz ha cercato di mantenere buoni rapporti, pur affrontando questioni delicate come il sostegno incondizionato a Israele, che ha creato frizioni interne al partito. Nonostante l’adesione tradizionale della CDU a Israele, la recente decisione di bloccare l’esportazione di armi ha sorpreso alcuni leader del partito.

In tema di immigrazione, il governo ha promesso un approccio rigido, ma i risultati sono stati deludenti. Solo 475 richiedenti asilo sono stati respinti su 23.000 domande nei primi mesi. Le misure nei confronti di ONG e il blocco dei ricongiungimenti familiari hanno generato critiche e preoccupazioni. Nonostante questi tentativi di attrarre consensi lontano dall’Alternative für Deutschland (AfD), un recente sondaggio ha mostrato un incremento dell’affluenza elettorale per il partito di estrema destra.

Sono passati solo 100 giorni da quando Merz si è insediato, ma già si avverte il peso delle sue decisioni e delle reazioni della coalizione che lo sostiene. Con il vento contrario, sarà cruciale per Merz trovare un modo per consolidare la sua leadership e affrontare le sfide che il futuro gli riserva.

1 Comment

  1. Ma dai, 100 giorni e già così tante tensioni? Non sembra facile per Merz, ma non capisco come si possa promettere rigore fiscale e poi aumentare la spesa!!! Forse serve un po’ di sincerità in politica, per carità. E l’immigrazione? Comunque, c’è poco da ridere…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere