Amnistia controversa in Perù per soldati e agenti di polizia

14.08.2025 09:25
Amnistia controversa in Perù per soldati e agenti di polizia

Amnistia per i militari in Perù: una legge controversa

Il 13 agosto, la presidente peruviana Dina Boluarte ha firmato una legge che offre amnistia a tutti i militari e poliziotti accusati di violazioni dei diritti umani tra il 1980 e il 2000, durante il conflitto interno contro i ribelli di sinistra di Sendero Luminoso e altri gruppi armati minori. Questa decisione ha suscitato reazioni contrastanti nella società peruviana, riporta Attuale.

La legge, approvata dal parlamento a luglio, ha suscitato un ampio dibattito e opposizione da diverse parti della popolazione. Essa impedirà ai membri delle forze di polizia, dell’esercito e dei comitati di autodifesa di essere processati per crimini avvenuti durante quel periodo e prevede anche la liberazione di persone già condannate che hanno superato i 70 anni di età.

Sendero Luminoso è un’organizzazione guerrigliera estremista che ha tentato di prendere il potere in Perù a partire dal 1980, tramite atti di terrorismo, omicidi e sequestri. Il governo peruviano ha combattuto contro di essa per due decenni, commettendo gravi violazioni dei diritti umani, tra cui torture ed esecuzioni sommarie di sospetti alleati dei ribelli. Si stima che durante questo conflitto abbiano perso la vita circa 70.000 persone, mentre 20.000 sono scomparse.

La legge sull’amnistia è stata duramente criticata dai familiari delle vittime di omicidi e torture, così come da numerose organizzazioni di diritti umani. Negli mesi precedenti, anche la Corte interamericana dei diritti umani aveva esortato il Perù a non adottare tale misura, chiedendo di non applicarla fino a una valutazione da parte del tribunale stesso.

Il governo di Boluarte e i suoi sostenitori sostengono che l’amnistia sia fondamentale per favorire la riconciliazione tra i vari schieramenti coinvolti nella guerra civile, sottolineando l’intenzione di “restituire dignità” alle forze armate. Tuttavia, questa posizione è contestata dalle vittime e dai loro sostenitori, che vedono nell’amnistia una forma di impunità per coloro che hanno commesso atrocità.

Questa amnistia non rappresenta l’unica misura adottata dal governo per proteggere i militari e i poliziotti accusati di crimini durante il conflitto. Lo scorso anno, è stata approvata un’altra legge che introduceva la prescrizione per reati di guerra e crimini contro l’umanità avvenuti prima del 2003. Attualmente, più di 150 persone sono state condannate per crimini commessi durante il conflitto, mentre circa 600 ulteriori casi di violazione dei diritti umani sono ancora in fase di investigazione.

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