Scontri tra manifestanti in Serbia: oltre cento feriti e 47 arresti nelle recenti proteste

15.08.2025 11:15
Scontri tra manifestanti in Serbia: oltre cento feriti e 47 arresti nelle recenti proteste

Nuove violente proteste in Serbia: scontri tra manifestanti e polizia

Negli ultimi giorni, la Serbia ha assistito a proteste violente contro il governo del presidente Aleksandar Vučić, con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che hanno causato decine di feriti e numerosi arresti. Le manifestazioni, che si protraggono da nove mesi, sono state innescate dalla tragica morte di 16 persone a seguito del crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, un evento che ha innescato un forte sentimento di ostilità verso il governo, riporta Attuale.

A Novi Sad, la seconda città del paese, tra martedì e mercoledì si sono verificati tafferugli tra i sostenitori di Vučić e i manifestanti. Durante le tensioni, diversi manifestanti hanno attaccato la sede del Partito Progressista Serbo (SNS), spaccando finestre e danneggiando mobili all’interno. La polizia, in tenuta antisommossa, ha risposto utilizzando gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti e ha delimitato gran parte del centro città.

Al di fuori di Novi Sad, anche la capitale Belgrado ha visto manifestazioni ed episodi di violenza, con lanci di sassi, bottiglie e fumogeni durante gli scontri tra gruppi pro e contro il governo. In alcuni video condivisi sui social media, agenti in tenuta antisommossa appaiono mentre aggrediscono i manifestanti. Secondo alcune stime, più di cento persone sono state ferite, inclusi 80 civili e 27 agenti di polizia, con 47 arresti eseguiti.

Il ministro dell’Interno serbo, Ivica Dačić, ha riferito che mercoledì sera si sono registrati circa novanta ritrovi in tutto il paese, con attività di protesta già segnalate nei giorni precedenti a Vrbas e Bački Petrovac, vicino a Novi Sad. Tra i feriti si trova anche il deputato dell’opposizione Pedja Mitrovic, secondo quanto affermato dal Partito della Libertà e della Giustizia, in grande contrasto con il governo attuale.

Le proteste che seguono l’incidente di Novi Sad non sono nuove; queste si sono intensificate a causa della percezione di corruzione all’interno del regime di Vučić, che è al potere dal 2017. Le manifestazioni, iniziate in gran parte dalla gioventù e da gruppi studenteschi, hanno portato a significativi eventi politici, inclusa la dimissione del primo ministro Miloš Vučević, e hanno continuato a caratterizzare il dibattito pubblico serbo con richieste di cambiamento e maggiore responsabilità.

Il presidente Vučić ha risposto alle critiche accusando i manifestanti di fomentare la violenza e di essere nemici della Serbia, suggerendo anche che le proteste siano supportate da potenze straniere, senza però fornire prove concrete. Il ministro Dačić ha descritto la situazione come un “attacco contro lo stato”, ribadendo che l’intervento della polizia è stato limitato.

1 Comments

  1. Incredibile! La situazione in Serbia mi sembra esplosiva, sembra di tornare a tempi bui. I giovani devono avere voce in capitolo, è giusto che si facciano sentire. La corruzione è un male che affligge tanti paesi, compresa l’Italia. Speriamo che ci siano dei cambiamenti positivi.

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