Trump e Putin: un vertice ambiguo solleva interrogativi sull’Ucraina
Un meeting tra Donald Trump e Vladimir Putin ha generato preoccupazioni tra i leader europei riguardo alla possibile cessione di territori ucraini alla Russia. «Non c’è un accordo, finché non c’è un accordo», ha dichiarato Trump, enfatizzando l’incertezza in merito ai termini di un potenziale cessate il fuoco, riporta Attuale.
Durante il vertice, secondo fonti diplomatiche, Trump ha discusso la possibilità di trasferire l’intero Donbass alla Russia, incluse le aree attualmente non controllate da Mosca. In cambio, Putin ha offerto una tregua e garanzie di non attacco a Kiev e ad altri Paesi europei in futuro, ma senza menzionare il suo impegno a mantenere le promesse precedenti.
Il dibattito si è intensificato nei giorni successivi al vertice di Anchorage, con i leader europei che hanno espresso preoccupazioni sulla solidità dell’impegno americano verso la sicurezza dell’Ucraina. I rappresentanti permanenti dell’UE si sono riuniti d’urgenza a Bruxelles per discutere le implicazioni, mentre Francia, Regno Unito e Germania stanno preparando una riunione strategica per affrontare la situazione.
Giorgia Meloni ha approvato l’approccio di sicurezza proposta, suggerendo un meccanismo simile a quello dell’articolo 5 del Trattato NATO, mentre il cancelliere tedesco Merz ha affermato che «un accordo di pace avrà più peso di un cessate il fuoco». D’altro canto, il leader francese Macron ha esortato a non dimenticare la tendenza della Russia a non rispettare gli impegni, mentre Donald Tusk, premier polacco, ha avvertito che Putin si è dimostrato ancora una volta un negoziatore astuto e spietato.
Questa indecisione in Europa non fa altro che evidenziare l’assenza di una strategia chiara per affrontare la crisi ucraina, lasciando l’Europa a dipendere in misura crescente dalla leadership americana. In questo contesto, si ha la sensazione che il cinismo politico stia prevalendo, sia tra i leader europei che nella percezione del conflitto, di fronte a una Russia che continua la sua aggressione.