Il primo autobus a biometano prodotto da acque reflue inizia a circolare a Barcellona

17.08.2025 11:35
Il primo autobus a biometano prodotto da acque reflue inizia a circolare a Barcellona

Barcellona lancia autobus a biometano da acque reflue, un passo verso la mobilità sostenibile

Barcellona ha introdotto autobus a biometano prodotto da acque reflue nella sua linea V3, collegando il porto al Parc del Castell de l’Oreneta, riducendo le emissioni di anidride carbonica dell’80% rispetto ai tradizionali autobus a metano, riporta Attuale.

Questo innovativo progetto, avviato cinque anni fa, punta a massimizzare l’utilizzo delle risorse idriche della città ed è un chiaro esempio di come le amministrazioni locali stiano riducendo l’impatto ambientale dei trasporti pubblici, già meno inquinanti rispetto alle automobili private in termini di passeggeri trasportati.

Il progetto, denominato Nimbus, è gestito dalla Veolia, che distribuisce acqua nella città, insieme alla compagnia di trasporti TMB e all’Università Autonoma di Barcellona. È anche parzialmente supportato dal programma europeo LIFE, che finanzia iniziative nell’Unione Europea dedicate alla produzione di biometano dalle acque reflue. Recentemente, un articolo di Le Monde ha descritto il funzionamento del progetto.

Il biometano a Barcellona si produce presso l’impianto di depurazione di Baix Llobregat, situato a ovest della città. Questo impianto utilizza un metodo innovativo per generare biometano, recuperando una maggiore quantità di energia dai rifiuti. Ogni giorno tratta circa 400.000 metri cubi di acque reflue, rigenerandole per oltre il 95%. Queste acque vengono utilizzate per attività come la pulizia delle strade e l’irrigazione agricola, e in situazioni di siccità, per la produzione di acqua potabile. I fanghi residui vengono trasformati in materiale secco per l’agricoltura. Durante il processo di fermentazione, si generano circa 500 metri cubi di biogas all’ora, il 40% dei quali è utilizzato per soddisfare il fabbisogno energetico dell’impianto stesso; il restante è impiegato nel progetto Nimbus dal 2023.

Per produrre il biometano, il biogas, composto per il 65% da metano e per il 35% da anidride carbonica, subisce un ulteriore processo che combina l’anidride carbonica con idrogeno derivato da fonti rinnovabili, trasformando così entrambi i composti in biometano e aumentando l’efficienza energetica. Grazie a questa innovazione, l’impatto ambientale degli autobus che utilizzano questo tipo di combustibile è notevolmente ridotto.

Nonostante il biometano derivi dagli scarti organici, risulta inodore. Gli scienziati coinvolti nel progetto Nimbus hanno aggiunto un odore artificiale per facilitare l’individuazione di eventuali perdite, un’operazione simile a quella realizzata per il metano domestico.

Considerato un successo dopo cinque anni, il progetto Nimbus prevede di ampliare l’uso del biometano a tutti gli autobus della città attualmente alimentati a metano, che sono circa 300 su un totale di 1.100, mentre gli altri sono elettrici. Tuttavia, non è intenzione rimuovere completamente gli autobus a metano, in quanto gli autobus elettrici sono più efficienti e meno costosi. Il biometano rappresenta una soluzione per non dismettere prematuramente i bus a metano, soprattutto nelle aree periferiche e su lunghe distanze, dove gli autobus elettrici mostrano limitazioni.

Negli ultimi anni, la produzione di biometano è aumentata in Europa, grazie a un forte impulso da parte dell’Unione Europea. A Stoccolma, un numero crescente di autobus è alimentato a biometano, e altre città come Madrid e Londra hanno avviato progetti pilota simili. In molti stati, tuttavia, la produzione di biometano resta limitata rispetto alla domanda attuale di gas naturale. In Italia, nel 2024, sono stati prodotti 0,4 miliardi di metri cubi di biometano, rispetto a un consumo di gas naturale di quasi 60 miliardi.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere