Pippo Baudo: il demiurgo della televisione italiana tra bionde e more
Roma, 18 agosto 2025 – Pippo Baudo non è salito sul palco di Sanremo per condurre, ma per dividere il pubblico tra bionde e more, un’immagine che rappresenta l’essenza della sua carriera. La sua presenza ha sempre evocato il conflitto tra Milano e la provincia italiana, un Paese intrappolato tra eventi politici tumultuosi, come l’esplosione di Tangentopoli e i governi in crisi, ma la vera certezza era la figura di un uomo che definiva ruoli e due donne che li interpretavano, riporta Attuale.
Pippo Baudo si è sempre visto come il demiurgo della televisione, capace di dettare gerarchie. Nel 1984, al suo ritorno a Sanremo dopo sedici anni, è affiancato da giovani donne come Iris Peynado, Elisabetta Gardini, Tiziana Pini e Edy Angelillo. Nonostante questo, l’edizione non riflette il classico contrasto bionda-mora, ma cerca di presentare un’immagine collettiva. Nel 1992, Baudo dimostra il suo carisma coinvolgendo Alba Parietti, Brigitte Nielsen e Milly Carlucci, delineando un contesto di attrito, con Parietti che si afferma come una presenza forte e dominante.
L’edizione del 1994 rappresenta una svolta: per la prima volta Baudo funge da direttore artistico, portando sul palco Anna Oxa e la modella Cannelle. Le due figure, seppur diverse, segnano un passaggio verso nuove narrazioni, dove il femminismo e le identità di genere iniziano a farsi strada. Il 1995 rimane nella memoria per la presenza di Anna Falchi e Claudia Koll, un’altra incarnazione della dialettica bionda-mora, creando contrasti visivi e narrativi. La stagione culmina nel 1996 con Valeria Mazza e Sabrina Ferilli: la prima rappresenta la bellezza glacialmente perfetta, mentre la seconda incarna la passione e il calore.
Nel 2002, Baudo ritorna con la consueta coppia mora-bionda, scegliendo Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere. La loro presenza sul palco, tuttavia, è offuscata da eventi politici tumultuosi, incluso il celebre intervento di Roberto Benigni che genera una tempesta mediatica. La continuità di Baudo è evidente anche nel 2008 con Andrea Osvárt e Bianca Guaccero, un ritorno al binomio bionda-more.
La televisione italiana, mentre affronta crisi politiche e scandali, continua a sostenere l’idea che un semplice contrasto tra opposti sia sufficiente a mantenere un equilibrio. Pippo Baudo offre il bianco e il nero, il dolce e l’amaro, distraendo il pubblico dal caos esterno. Nonostante le sue affermazioni come “L’ho scoperta io!”, resta da chiedersi se Baudo avesse realmente bisogno delle vallette, o fosse invece il contrario: una necessità di rimanere rilevante in un mondo in continua evoluzione.
Non posso credere che negli anni ’90 bastasse avere una bionda e una mora sul palco per fare spettacolo. Pippo Baudo ha creato un’illusione che ha mascherato le vere crisi del Paese. Chissà se oggi, con tutte le sfide che affrontiamo, giustificheremmo ancora questa modalità??? È incredibile come certe dinamiche rimangano sempre attuali.