Donald Tusk mette in discussione il vertice a Budapest per il conflitto in Ucraina
Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha espresso le sue perplessità riguardo al luogo del tanto atteso incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, suggerendo che un’altra sede sarebbe più appropriata. “Sarò superstizioso, ma stavolta proverei in un altro posto”, ha twittato Tusk, facendo riferimento agli accordi firmati a Budapest nel 1994, che avrebbero dovuto assicurare l’integrità territoriale dell’Ucraina, riporta Attuale.
Tusk ha ricordato che, nel 1994, l’Ucraina ricevette garanzie di integrità territoriale da Stati Uniti, Russia e Regno Unito. “Forse non tutti lo ricorderanno – ha aggiunto – ma queste garanzie, purtroppo, sono state rapidamente vanificate”, alludendo agli eventi del 2014, quando la Crimea fu annessa dalla Russia, e all’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Da un lato, l’Ucraina accettò di restituire a Mosca tutte le testate nucleari presenti sul suo territorio dopo il crollo dell’Unione Sovietica; in cambio, ottenne promesse di indipendenza e sovranità. Tuttavia, questi impegni si sono rivelati inefficaci, con gravi conseguenze per la sicurezza nazionale dell’Ucraina.
Se l’ipotesi di tenere il vertice a Budapest dovesse saltare, rimane aperta la possibilità di Ginevra come sede alternativa, una città neutrale con una lunga tradizione di ospitalità per incontri internazionali. La Svizzera ha già offerto la sua disponibilità e ha assicurato che il mandato di cattura per crimini di guerra emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Putin sarebbe “congelato” durante il vertice.