Meta chiude il gruppo ‘Mia Moglie’: oltre 30mila foto intime condivise senza consenso

21.08.2025 06:45
Meta chiude il gruppo 'Mia Moglie': oltre 30mila foto intime condivise senza consenso

Meta chiude il gruppo Facebook ‘Mia Moglie’ per violazione delle policy di contenuti

Un gruppo Facebook con oltre 30.000 membri, dedicato alla condivisione di foto intime di donne senza il loro consenso, è stato chiuso da Meta a seguito di segnalazioni. La motivazione citata dalla società di Mark Zuckerberg è stata una “violazione delle policy contro lo sfruttamento sessuale di adulti”, riporta Attuale.

Il gruppo, noto come ‘Mia Moglie’, era per lo più composto da uomini che condividevano immagini delle proprie mogli, o presunte tali, mentre si dedicavano a attività quotidiane come cucinare o rilassarsi. Questa situazione è emersa in un contesto più ampio di violazione della privacy, che ha visto anche la pubblicazione di immagini private del conduttore Stefano De Martino e della sua fidanzata, rubate tramite un sistema di videosorveglianza.

L’organizzazione no profit ‘no justice no peace’, che ha avviato una campagna chiamata ‘not all men’ per raccogliere storie di violenza, ha lanciato l’allerta su Instagram riguardo al gruppo ‘Mia Moglie’. Hanno denunciato che “oltre 32.000 uomini hanno creato un gruppo Facebook dove condividono foto intime delle proprie mogli senza il loro consenso”. Questa iniziativa ha attirato l’attenzione e l’indignazione pubblica, portando a un afflusso di commenti di protesta contro la condivisione di tali immagini.

“Questa è una palese forma di abuso e pornografia non consensuale,” ha affermato l’organizzazione, sottolineando la misoginia sistemica alla base di tali comportamenti. Sono state anche ricevute segnalazioni di membri del gruppo che hanno avvertito di aver fatto denuncia alla Polizia Postale. Anche il gruppo del Partito Democratico nella Commissione Femminicidio e violenza del Parlamento ha espresso la propria condanna, descrivendo l’accaduto come “l’ennesima prova di una violenza digitale strutturale”.

Meta ha confermato la rimozione del gruppo, affermando: “Non consentiamo contenuti che minacciano o promuovono violenza sessuale, abusi sessuali o sfruttamento sessuale sulle nostre piattaforme”. Tuttavia, la lotta non è finita, poiché sul profilo Instagram di ‘no justice no peace’ si segnalano già la creazione di un gruppo “di riserva” e l’attivazione di un canale Telegram, anch’essi segnalati alle autorità competenti.

Samuele Savonetta

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